Tag Archive: working AGAIN


Per motivi vari I’m stuck a casa.
Non mi dispiace il più delle volte…qui nel profondo nord-ovest, dove il sole spacca le pietre ed il cielo diventa bianco/blu mentre la vegetazione cresce una spanna al giorno e si dorme già quasi con la finestra spalancata.
La pressione del sole sulla nuca mentre corri con la mtb giù nelle valli dopo una salita ed lo sbuffo fresco della Chevrolet darling che spara aria condizionata come una matta a mezzogiorno, la scocca argentea che splende come uno specchio mentre maciniamo l’asfalto ai 120 l’ora.
Tutto questo e molto altro moltiplicato per ore, e giorni…ed è già una settimana da quando sono tornata.
E mentre osservo l’asfalto con attenzione dietro le maxilenti dei miei occhiali vedo altro.
Non importa che ora sia o cosa stia facendo, o se lo schermo in filtro rossiccio del portatile mi ricorda che siamo dopo l’una di notte ed anche se son produttiva e sto lavorando sarebbe meglio andare a dormire.
Vedo Ti.
Il più delle volte non sono visioni adatte ad un pubblico di età minore ai 18 anni, ecco.
Mi distraggono tantissimo, cavolo!!! xD

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Rain pattering gently on the glass panes.
Fire cracking in the grate, light swaying on his relaxed face, the sharp angle of his cheeckbones.
Lips slightly parted while he breathes deeply in his slumber.

It truly has been a mad week for both of us, always running from one spot to another, always ‘on it’ like we didn’t have an actual life.
We did make a lot of money in the last five days but I feel like death warmed over, and Ti – apart from his extraordinary phisique, as he says – looks peaked I admit.
I still have work to do right now, I should finish reading this article and wrap the listings up…I can’t help but staring at him.
Work be damned.

Sono con una forma di influenza lieve da almeno una settimana.
Iniziato con mal di gola, che si è tramutato in emicrania seria e poi due giorni di normalità prima che il mio stomaco finisse in totale default.
Vivo da quasi tre giorni a roba secca, banane e formaggini, ovviamente sto perdendo il poco peso che ho riacquistato durante le vacanze di Natale…

La tragedia è il fatto che ho voglia di fare una cosiddetta mazza.
Sto cincischiando da stamattina davanti al portatile e temporeggiare in questo momento non è ottimale.
Chi dorme non piglia pesci…
Io non riesco manco a dormire…
Uffa…

I’m so fucking overworked right now it’s not even funny.
Yeah, it’s almost Christmas, I get it Ti.
I know this is the moment where the ka-chings do not stop.
But truly…this morning you woke me up at five.
And now you ask me if I want some Earl grey?!
Good for you that you understood to run for your life and find me a quart of the stuff.
Be a dear and make it boiling hot and left in infusion for more than twenty minutes if you want me to survive past today…

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Non sono mai stata un animale sociale.

Con ‘animale sociale’ definisco l’individuo capace di portare avanti una conversazione di cortesia per più di cinque minuti e che sorride a suo agio nell’attesa.
Quando lavoro sono emozionale come un ghiacciolo, irradio solo fredda cortesia.
Non ho un odio aperto contro le persone ma sento che – se non ho niente da dire – preferisco stare in silenzio.
Non pretendo di essere sempre interpellata ogni santo minuto di ogni ora.

Se posso non chiedo a nessuno delucidazioni e sono ossessivamente autodidatta tanto che arrivo a passarmi nottate intere a fare ricerca e studiare al bisogno.

Amo guardare i film in solitaria, pure gli horror da ghiacciare il sangue nelle vene; alcuni anni fa passeggiavo da sola in mezzo boschi che pullulavano di lupi e cinghiali.

Sopra ogni cosa amo il mio spazio personale.

Quindi tu – o perfetto sconosciuto – che mi vieni a chiedere una stima e poi ti lamenti ricorda che io di favoritismi non ne faccio e che questo mondo è cannibale.
Ed anche tu! Che mi proponi una cifra infiorandomi di complimenti e poi non mi paghi, non pretendere che sia gentile o che ti prenda ancora in considerazione.
Se porgessi l’altra guancia a tutti quelli che incontro per strada, la faccia non ce l’avrei più e manco le mutande.

In più, se non ti è di troppo disturbo, fammi la cortesia di non braccarmi come una facile preda perché, la felice prossima volta che ti incontro, gli artigli nel deretano te li affonderò io con gioia.

Sono sempre rimasta un po’ indifferente a  questa festa ‘straniera’ anche adesso che ci sono affogata in mezzo.

Ma negli ultimi giorni mi ritrovo ad osservare tutti i festoni ultra colorati di arancione, le jack o’ lanterns e le streghe di plastica e chiedermi che senso ha…

 

Poi arrivo al 31 – sì, proprio adesso!  – a farmi gli straordinari e la contabilità  davanti al portatile avviluppata nel trapuntino snoopiniano con moppine e Madre Natura che mi fa la pernacchia…tipica sfiga quando finalmente arriva il giorno feriale…

Ed arriva Ti.

Il buzzurro del mio cuore che occhieggia la mia mise non sexy poi fruga nel sacchetto della spesa e mi lancia una tavoletta di cioccolata al 95% alla quale faccio la festa con occhi a cuore.

….

L’ho già detto che lo amo?

 

…I’m in f****ing Topanga dreaming of that heroin…amidst all the evil and shit of this world…thank you Lana I just needed another plot bunny AFTER working all day! Yay! And it’s not even funny! xD

It’s so hot I can’t even go cycling…or sleeping…and at night while I’m working with less heat I just miss him…

Lucky me there’s still ice in the house!

Buon 4 luglio a tutti gli americani!!!

A me tocca lavorare oggi 😅

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Equilibrio tra preparazione e improvvisazione, tra emozione e razionalità

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Lo stagismo è il primo passo per la conquista del mondo.

Racconti ondivaghi che alla fine parlano sempre di amore

“Ships are safe in a harbour, but that’s not what ships are made for”

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Avete presente quegli scomodi abiti vittoriani? Quelli con la gonna che strascica un po' per terra, gonfiata sul di dietro dalla tournure? Quelli con i corsetti strettissimi e i colletti alti che solleticano il collo? Ecco. Io non vorrei indossare altro.

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Ventitrè estati, ventidue inverni. Immaginare storie. Scriverle con un lapis su pezzi di carta ingiallita. Scappare lontano. Viaggiare con la mente e con il cuore. Sognare una casina bianca e un giardino pieno di rose. Leggere un libro. Guardare il mare. Ascoltare in silenzio la voce dei propri pensieri. Affacciarsi su un balcone e guardare l'alba. Fotografare un istante e conservarlo gelosamente nel proprio cuore. Fumare una sigaretta su una vecchia sdraio verde mentre guardo le stelle. Immaginare qualcuno dall'altra parte del mondo. Colorare di giallo la mia vita. Giallo. Giallo, perchè è prima del rosso. Giallo, come un limone. Giallo, come la mia canzone. Giallo, perchè disturba. Giallo, come qualche miliardo di stelle.

The Harry Potter Companion

the story, the beauty, and the magic of harry potter