Tag Archive: Ti


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Sono sempre rimasta un po’ indifferente a  questa festa ‘straniera’ anche adesso che ci sono affogata in mezzo.

Ma negli ultimi giorni mi ritrovo ad osservare tutti i festoni ultra colorati di arancione, le jack o’ lanterns e le streghe di plastica e chiedermi che senso ha…

 

Poi arrivo al 31 – sì, proprio adesso!  – a farmi gli straordinari e la contabilità  davanti al portatile avviluppata nel trapuntino snoopiniano con moppine e Madre Natura che mi fa la pernacchia…tipica sfiga quando finalmente arriva il giorno feriale…

Ed arriva Ti.

Il buzzurro del mio cuore che occhieggia la mia mise non sexy poi fruga nel sacchetto della spesa e mi lancia una tavoletta di cioccolata al 95% alla quale faccio la festa con occhi a cuore.

….

L’ho già detto che lo amo?

 

Certe volte sento il tempo…un po’ come in questi ultimi 4 giorni fra Settembre e Ottobre…

Divento schiva in estremo bisogno di un silenzio assoluto.

Del movimento ritmico delle mie gambe sui pedali della mountain bike e del mio respiro che inizia a bruciarmi nella gola a causa del primo freddo.

Le gambe che sembrano non reggermi e tremano per lo sforzo, lo sforzo della mia testardaggine perché *porco cane* io non mollo mai.

Il sole che si nasconde sopra il mio capo dietro un mare d’umidità.

Ancora un po’ e poi…inverno, tetti bianchi di brina ed il cielo che diventa lo specchio, ancora una volta.

Ti questo mio bisogno di aria credo che lo comprenda solo in parte.

Vorrebbe venire con me nelle mie sortite su due ruote, riuscirebbe anche a starmi dietro ma…

…ci sono cose che preferisco fare da sola.

…pensieri che in un determinato periodo dell’anno germogliano avvelenando l’aria che ho intorno.

…momenti in cui dai miei soliti 20 l’ora passo ai 35 e la strada brucia sotto di me.

Ti oggi mi ha tenuto il muso, io gli ho sorriso.

Non tutto può essere perfetto in Paradise.

Domani è un altro giorno.

Ed Ottobre è arrivato.

That french clock trilling every quarter, an old LP playing lyrical like Ti likes when he’s at work, me typing away on my netbook.

The sound of peace.

3536

Sono tre giorni che praticamente non mi alzo da letto, in letargo, spiaccicata come una sottiletta.
Non so cosa sia ma non è la prima volta che mi succede.
Mi capita di dormire in continuazione e l’unica cosa che mi interessa è il non essere disturbata dal mio coma per nessun motivo (vedasi lo smartphone in perenne modalità aereo)
Sarà il fatto che sono finalmente lontana da qualsiasi forma di stress di casa ed ho trovato Ti ad attendermi.
Mi ha dato un’occhiata ed – a dispetto di tutto – mi ha capita senza che io parlassi.
Infatti il weekend l’ho passato da lui nel silenzio che è il suo appartamento.
Ti, che non mi chiede niente.
Ti, che mi porta la mia tazza di tè a letto al mattino quando mi degno di aprire gli occhi.
Non lo vedo da più di un mese e mezzo ed quando finalmente siamo di nuovo assieme io divento un’eremita apparentemente sordomuta.
Sì, sono fottutamente commossa con la lacrimuccia pronta ora che mi sento leggermente più vigile.
Perché sono al sicuro mentre la pioggia cade in strada.
Finora mi sono sempre preoccupata di me stessa e protetta da sola, azzardare di cambiare…
Domani si ritorna alla solita normalità, alla Fra che pedala come un indemoniata ai 30 l’ora senza mai mollare, alla Hermes che scrive come un’ossessa la notte, alla sua petite Fräulein che lavora con passione.
Oh Ti, anche se non lo dico…

Getting home today and she backs it up with one of my favourites…

I’m coming back, baby.

Wait for me.

3455

I find myself obsessed and longing for the few days I’ve spent with you.
And I have no time for daydreaming.
I wish you were here, Ti.
I wish you could be more than just a few messages and words on the phone.
I wish I could come back to you and sleep the rest of this summer away.

You’re so easy to love…
You make me cuckoo like a turtle dove…

It’s so hot I can’t even go cycling…or sleeping…and at night while I’m working with less heat I just miss him…

Lucky me there’s still ice in the house!

3403

Un paio d’anni fa mi piaceva fotografare ciò che avevo intorno e far entrare un po’ di colore dentro all’obbiettivo della mia vita.
Principalmente boschi, cielo e polvere. Vette irrangiungibili ma che sembravano così vicine da poterle toccare con la punta delle dita.
Ora?
Ora gli orizzonti sono cambiati ma la vita si è arricchita in giochi caleidoscopici, che si tendono in figure impossibili.
Ho superato montagne dentro la mia psiche.
Ho conquistato buona parte dei miei limiti.
Non fotografo più intorno a me, non voglio.
Lo faccio già tutta la settimana per lavorare e quando sono lontana dal notebook l’unica cosa che desidero e guardarlo con i miei occhi.
Osservarlo nei suoi gesti di tutti i giorni e nelle sfumature in controluce.
La nuvola blu del suo sigaro mentre legge il giornale o cucina nella sua pettorina da chef.
Lo sguardo chiaro, capace di inchiodarmi, quando ha solo un particolare pensiero in mente.
E le mani…
Non riesco più a pensare logicamente quando mi accarezza.
No, i miei rullini rimangono fermi ed inutilizzati.
Ci sono sensazioni e momenti visivi che non si possono rendere con la pellicola.
Because for me loving isn’t something visible. It’s electrical, tangible…something you find moving inside your veins, consuming you.
Better than smoking.
Better than drinking.
Better than gambling.

I miei fotogrammi li custodisco gelosamente, inspirando quell’aroma di tabacco che Ti esala e fregandomene del cancro ai polmoni per intenderci.

“Maybe you can’t fuck a memory. But I can surely enjoy it.”
“Of course you can, Fräulein.”

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“Ships are safe in a harbour, but that’s not what ships are made for”

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Avete presente quegli scomodi abiti vittoriani? Quelli con la gonna che strascica un po' per terra, gonfiata sul di dietro dalla tournure? Quelli con i corsetti strettissimi e i colletti alti che solleticano il collo? Ecco. Io non vorrei indossare altro.

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Ventitrè estati, ventidue inverni. Immaginare storie. Scriverle con un lapis su pezzi di carta ingiallita. Scappare lontano. Viaggiare con la mente e con il cuore. Sognare una casina bianca e un giardino pieno di rose. Leggere un libro. Guardare il mare. Ascoltare in silenzio la voce dei propri pensieri. Affacciarsi su un balcone e guardare l'alba. Fotografare un istante e conservarlo gelosamente nel proprio cuore. Fumare una sigaretta su una vecchia sdraio verde mentre guardo le stelle. Immaginare qualcuno dall'altra parte del mondo. Colorare di giallo la mia vita. Giallo. Giallo, perchè è prima del rosso. Giallo, come un limone. Giallo, come la mia canzone. Giallo, perchè disturba. Giallo, come qualche miliardo di stelle.

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