Tag Archive: pensieri


thingsaboutslytherins:

Slytherins are highly adaptable and often subconsciously mirror whoever they’re with.

With Hufflepuffs, they can be warm and enthusiastic and affectionate,

With Ravenclaws they can be cold and aloof,

and with Gryffindors they can be competitive and daring.

Students from other houses are surprised to see a single person acting so variedly, and many dismiss them as being ‘unauthentic’, but it’s entirely inadvertent on the part of the Slytherin.

We are a race of actors without wanting to, always with the absolute fear of not being cool or ‘enough’.
It’s not just a fictional House behaviour.
Sometimes, in the evening when I get home my acting falls down and I found myself so tired I could sleep on my feet, shoulders heavy and headache coming.
That’s why I found myself in silence and solitude, allowing no-one to disturb my free-hours.
Miss B on work.
Fräulein/Petite with Ti.
Ecca at home.
Hermes online.
Francesca/Flora with all the others.
I never wanted to be someone else but I can’t help to.
Like a true Slytherin. =)

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Estate.
Molti dicono che l’estate può essere solo una, frenetica, troppo corta nella maggior parte dei casi.
Sono tutte balle.

Tre anni fa (cavolo…già così tanti?!) le mie estati erano lunghe e scure, soli obliqui che foravano sentieri di terra sotto le suole delle mie scarpe da ginnastica. Posti ombrosi dove gli alberi cigolavano sinistri ed io, io che mi isolavo da quella natura a tratti pericolosa con Metal e Nightwish e Soprani al volume massimo, cercando di bruciare tutta la rabbia che mi sentivo addosso con la voglia di pericolo e di scoprire ciò che avevo intorno. Ho battuto quei boschi palmo a palmo con ‘metodo’, la mia personale follia.

Quando ero bambina la mia estate era come un pomeriggio che non finiva mai, un sole che ti abbaglia anche se sei all’ombra, un quadrato d’erba chiuso da soffocarci dentro, trattenendo il respiro sotto l’acqua gelida di un pozzo. Pezzi di ambra chiara e cristallina che cola dalla corteccia e frutti dolci come il miele sporti a penzoloni dagli alberi.
Mattine seduta al sole sul balcone della casa dei miei, quasi invisibile in mezzo ai vasi della mamma. E sere a guardare affascinata le lame luminescenti di rifrazione della luce che si proiettano al tramonto dove il sole non scende. Colori che non dovrebbero esserci eppur ci sono per un brevissimo momento, proprio come stasera.
Ed i temporali, io furtiva che osservavo i fulmini cercando di scorgere la regina ed il suo calesse, mai davvero impaurita e più che mai curiosa.

La noia totale e completa delle mie estati quando ero adolescente, non finivano mai.
Lancette praticamente bloccate con l’attack macinando chilometri tutti i giorni sulla Renault 21, desiderando poterla guidare…='(

L’anno scorso, la mia prima estate con Ti, la mia prima estate al volante della Chevrolet darling.
Quando diviene tutto di colpo possibile ed l’ultimo pizzico di negativismo se ne và, quasi magicamente tanto che t’aspetti che sia uno di quei sogni in cui sei convinto di saper volare e poi cadi dal letto facendo i conti con la dura realtà xD

Questa estate?
È iniziata non proprio col botto ma promette bene, diciamo così.
La mia Chevrolet, l’amore meccanico della mia vita, che ringhia e accelera come una invasata quando la guido già con la punta del piede. Un mostro che adoro e che Titan teme LOL
Io amo andare veloce, non è mai stato un caso.

I miei quando avevo 14 anni: “Lo vuoi il motorino?”
Io adolescente di poche parole ma previdenti e decise: “E che me ne faccio? A scuola ci vado a piedi, e comunque è meglio la macchina.”

E Ti.
Oh Ti.
Il fautore della trasformazione.
Senza di lui non sarei tornata io e, se potessi farlo, gli direi quello che non dico ma penso 7/24/365 ormai.
Ci ho provato ma non mi esce.
Sembro quasi uno di quei pesci da acquario, mi sconforta ed infuria il non riuscire ad esprimermi liberamente.
Un anno.
Più ci penso più mi sale il panico ed una dolcezza che trabocca nella mia gola e mi porta il magone.

Quando lo guardo, a lungo, forse anche disperatamente.
Come ieri, nella luce del giorno che finisce mentre ci rilassiamo in terrazza e si gode il suo whisky con ghiaccio ed io la mia vodka alla menta con limone.
Se ne accorge, ricambia il mio sguardo.
Il peggio è che lo sa.
Sa perfettamente cosa vorrei dirgli e, con estremo tatto, fa finta di nulla.
Sorride e mi lascia un bacio sulla tempia, il suo braccio sulle mie spalle.

Stop time, I want this present to last a-while.

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Mi sento come Linds in Sapphire Blue…totalmente fuori di testa.

Peccato che questo stato mentale sia solo portato da stanchezza e stress perché se inizio a non prestare più attenzione mentre guido e davvero indice che sono al limite… =(

Voglio una vacanza…possibilmente in culo al mondo dove il telefono non prende, ma c’è internet in modo di potermi vedere tutte le serie tv che mi sono persa ultimamente.

E magari, già che ci sono, scrivere qualcosa su UT (Linds, appunto!)

Ed ascoltarmi un po’ di musica, giocare ore a Sims 2.

E riuscire a rilassarmi in una vasca da bagno senza interruzioni.

Un giorno passato esclusivamente sul sellino della MTB con pranzo al sacco.

Niente tragedie isteriche, telefonate lavorative alle dieci di sera, arretrati delle due del mattino e stati di coma nel quale riesco solo a dormire ciulandomi tutto il free-time che non ho…

Giuro che una di queste mattine non mi alzo dal letto…solo per vedere che effetto fa al sistema intorno a me…povero Ti. xD

eponis:

There needs to be an emoji for “sorry I took such an embarrassingly long time to respond to you; at first I was in the middle of something, and then I forgot about your message, and then I remembered but there had already been an awkward gap of time, and then I felt so crappy for not replying that it was easier to put it out of my mind, and then it kept lurking in the back of my head and making me feel guilty every time I remembered that I needed to reply, and then I just felt stupid because normal people don’t get anxiety spirals around responding to a friend, and now I’m mustering all my courage to reply belatedly, but I’m terrified that you’re secretly judging me for being such a failure at human interaction.”

THIS happens to me at least two times a week and not only with friends…

How could you resist this beauty and come home unscathed?

No, there’s no way.
Me walking to the office just for a moment to gather my notebook and Ti glancing at it on the counter…

“Fräulein, it’s so très charmant.”
“Yeah, I know.”
“Do you mind if I take her home?”

He’s making puppy eyes…
Damn.
At the end he wins…
Why I’m feeling a little betrayed here… XD
Then I start for home and I find myself caged…

“Sweetheart, dine with me tonight?”
“Okay…”
“I’m making your favorite.”
“Great.”
“Keep the dress on so I shall unwrap my present tonight?”
“So many presents, spoiled child! What about me?”

He smiles.
The kind of smile that I can’t live without, with a touch of mischief in his eyes.
And the the kiss that unravels me from inside out.

“Happy anniversary, now go back to your free day, petite.”

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Ci sono espressioni che non riesco ancora a controllare a quanto pare…
Così dice Ti, almeno.
Stamattina ero seduta allo sgabello con portatile in piena modalità lavorativa.
Ti mi passa davanti parlando con qualcuno al telefono, a volte gesticola leggermente ma pure i suoi gesti sono eleganti e, inevitabilmente, mi distrae.
Finisco per osservarlo in silenzio.
Un giorno o l’altro lo filmerò solo per quando mi manca e sono fuori in trasferta. xD
Il buzzurro gentiluomo chiude la telefonata e i nostri sguardi si incontrano.
Silenzio.
Sorrisetto da parte sua.

“Fräulein, you should really stop looking at me like that in work hours.”
“Huh?”
“I can tell what you’re thinking most of the time.”
“Oh, yeah?”

Io cretina che faccio la spavalda, forte dell’avere un portatile dietro il quale nascondermi.
Rincoglionita proprio.
Gli occhi di Ti che mi trapassano da parte a parte prima di diventare ghiaccio sulla mia spina dorsale.
Ed ecco…a questo punto caliamo pure il sipario che è meglio.

Ma che colpa ho se si veste bene ed ho un debole per il suo armadio?
Anzi no, ho un debole per l’intero pacchetto me tapina!!!
And he’s Not Safe For Work xP

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Ieri notte pensavo questo.

In mezzo alle mie scartoffie a digiuno da cena ed ancora vestita in tiro, le chiavi della Chevrolet a due centimetri dalla tastiera del portatile ed mail lavorativa con contabilità da fatturare sullo schermo.

La verità è che se qualcuno me l’avesse detto due anni fa gli/le avrei riso in faccia di gusto.

Il passato sta diventando una bruma molto grigia che faccio fatica a ricordare con chiarezza.

Tutto era fermo in uno spazio che mantenevo immobile, un cimitero nel quale mi seppellivo nascosta in mezzo ad iris e rose, l’unico colore insieme a quei sentierini sperduti e decisamente pericolosi rimastemi in foto da qualche parte sul disco del mio powerful oldie.

Ieri sera ho dovuto ammettere a fatica che sono debole e forte insieme.

Debole per aver perso dieci anni della mia vita nel limbo e forte perché sono qui dopo due anni di movimento e ne voglio ancora.

Quando ho deciso di cambiare il mio terrore era non riuscirci, o riuscirci e poi perdermi per strada.

Ora il mio terrore più grande è rivedere tutto fermarsi.

Non potrei sopportarlo.

Forse è per questo che sono stacanovista distruttiva peggio di Ti, vivo praticamente nella Chevrolet Darling ed ho rispolverato le mie doti da leader.

Non è che sia meglio o rose e fiori, no.

Tutti i giorni mi armo fino ai denti con ansia da prestazione e la sera potrei addormentarmi davanti al portatile.

Eppure sono qui, resisto.

A volte dormo fino a mezzogiorno, altre sono insonne e passo la notte ad occhi spalancati davanti ad UT che non vuole saperne di concludersi, altre ancora dormo di un sonno che è una caricatura del riposo ed alle cinque sono già al volante della Chevrolet rincorrendo l’asfalto.

Rimane che ho voglia di vita.

La strada che continua due anni dentro al futuro.

Money, power, glory.

Sono queste le notti che mi fanno sentire parte di qualcosa più grande del mio universo scribano.
Quando hai quella scintilla che parte dal cervello e si scontra con la tua corteccia cerebrale…allo stesso momento trovi la traccia perfetta.
Appena tre minuti e venti che non sono un’opera d’arte ma che ti regalano la chiave della chimica fra i tuoi due personaggi e quelli da mera bidimensione prendono forma e vita.
Occhi che si guardano e calcolano e pensano.

Stanotte ho trovato Linds, il Linds che ho sempre immaginato negli ultimi mesi ma senza mai metterlo a fuoco davvero.
Quello con certezze contrastanti e fame di ciò che non possiede più.
Il topo pronto a rischiare anche per perdere.
E’ da lui che si rispecchia Michelle.
Ed la giostra riparte per la gioia della Hermes che aveva perso quasi ogni speranza! LoL

Probabilmente non sono comprensibile ma vi assicuro che ho le idee molto, molto chiare.
Accidenti…
Ho una moviola da urlo in testa e ci passerò la nottata per non perderne nemmeno un fotogramma…

Altro che messaggiatina serale con Ti.
Tanto non saprei proprio cosa dirgli dopo le geniali trovate di suo cugino ieri…
Il mio mondo và benissimo come rifugio almeno per stanotte.

Oh…
Oh I pray!
I’ve been playing with my demons
And these nights are getting longer
I’ve keep running for you baby
And it’s eating me alive…

You can be positive to death but when it all goes to shit one day after the other, you have to admit maybe you’re truly going in the wrong direction.

Or, simply, someone above doesn’t like you very much at the moment.

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La lontananza è quando Lui lo sogni di notte, bello come il sole che ti viene incontro davanti il cancelletto d’ingresso dei tuoi con un sorrisone e le mani nelle tasche dei pantaloni.

Non riesci quasi a crederci, esci dalla chevrolet darling  e lo chiami.

Un cenno di saluto finché è lì, accanto a te e tremi.

Si sfila la giacca e te la appoggia sulle spalle.

Chiudi gli occhi, il suo nome sulle labbra.

Li riapri e ti ritrovi nella tua vecchia stanza di quando eri bambina, il soffitto bianco, e la luce del sole che ti batte negli occhi.

Ti stringi addosso la camicia che gli hai rubato e che usi come pigiama con il magone in gola.

Per motivi vari I’m stuck a casa.
Non mi dispiace il più delle volte…qui nel profondo nord-ovest, dove il sole spacca le pietre ed il cielo diventa bianco/blu mentre la vegetazione cresce una spanna al giorno e si dorme già quasi con la finestra spalancata.
La pressione del sole sulla nuca mentre corri con la mtb giù nelle valli dopo una salita ed lo sbuffo fresco della Chevrolet darling che spara aria condizionata come una matta a mezzogiorno, la scocca argentea che splende come uno specchio mentre maciniamo l’asfalto ai 120 l’ora.
Tutto questo e molto altro moltiplicato per ore, e giorni…ed è già una settimana da quando sono tornata.
E mentre osservo l’asfalto con attenzione dietro le maxilenti dei miei occhiali vedo altro.
Non importa che ora sia o cosa stia facendo, o se lo schermo in filtro rossiccio del portatile mi ricorda che siamo dopo l’una di notte ed anche se son produttiva e sto lavorando sarebbe meglio andare a dormire.
Vedo Ti.
Il più delle volte non sono visioni adatte ad un pubblico di età minore ai 18 anni, ecco.
Mi distraggono tantissimo, cavolo!!! xD

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Le disgrazie arrivano sempre in coppia e trii.
La settimana non è ancora finita a quanto pare…
Intanto l’estate è già qui e mi fa la pernacchia mentre la bici è in riposo e russa come un ghiro…
Poi vado dal dottore della mutua con un male alle gambe da cinque stelle plus e cosa mi dice lei?

Fai moto!

Eccome se lo faccio, non credo di essermi seduta nel’arco di tutta la settimana! (se non si conta il commute mentre guido la Chevrolet darling)
Quindi finisco a pastiglie per le gambe a 30 anni…tra l’altro 22€ la scatola non mutuabili.
Fanculo, io domani mi metto in mutua da sola e rispolvero la bici che cada giù il cielo.
Sono sopravvissuta a dieci anni abbondanti di depressione, posso benissimo sopportare gambe che sembrano carboni ardenti e farmi almeno 40 chilometri dopo sei mesi di fermo.

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Nota: questo è un RANT da giornata leggermente storta, avvisati e mezzi salvati. Le uscite sono lì e lì eccetera eccetera…

Se c’è una cosa che aborro – e questo davvero odio con tutto il mio cuoricino nero petrolio – è quando vado a sfoltire i miei vecchi account hotmail e yahoo…
Con l’avvento degli smartphone credo che siamo tutti passati ad un account google, più semplice da gestire e sopratutto sempre connesso, perfetto per lavorare anche nel bel mezzo della Foresta Nera o nella pausa caffè dell’autogrill.
Purtroppo, ogni quattro-sei mesi, mi tocca fare le pulizie dei vecchi account o questi mi impazziscono.
Mentre ravano nella orda eliminando l’80% sicuro di tutto quello che finisce nell’inbox mi capitano mail di spam, alcune quasi al limite della comicità puerile.
Un esempio? Materassi ergonomici e cessi autopulenti.
Fin qui potrebbe andarmi anche bene, voglio dire, una risata ti salva la vita.


Poi mi trovo le mail tipo ‘Tizio ti ha invitato su *inserire qui nome di famoso social*’.

Allora…
Fermo restando che posso comprendere la pernacchia cibernetica da server, il copia incolla della rubrica contatti da parte di suddetti social, il fatto che nessuno ha voglia di smaronarsi a pulire la mail di tanto in tanto o LEGGERE i termini e condizioni invece di spuntare affannato per andare avanti con la registrazione…

Questo tipo di comunicazioni mi fanno andare totalmente in bestia.

Cosa centro io se tu, Tizio, non riesci ad evacuare se non sei sui social 24 ore su 24?

Ancora!

Dopo secoli che non mi parli insieme che diavolo credi di realizzare scassandomi le scatole?

Tra l’altro io sono una profana, ho aspettato dieci anni il patatrac del Thumb up blu di Zuckerberg e sui social non mi sogno nemmeno di metterci piede per principio.
Ognuno può mettere la vita in fermo immagine, farsi selfie, video, anche una pera live per quello che mi interessa ma SMETTETELA DI MANDARE MAIL DI INVITI A MANETTA SU SITI DI PERALTRO DUBBIA O POCA UTILITA’!!!!

Oggi sono un cactus puntuto, lo so.

PS:
Tra l’altro…è legale che questi server carpiscano indirizzi mail?
Giuro che la domanda mi rode!
giphy

cwote:

You’re not a shitty person just because some people don’t acknowledge you or appreciate your worth. You matter. You are loved. You’re not defined by what other people think of you. Better yet, why define yourself at all? A definition has limits and boundaries. Seek only to grow, expand, evolve, and change. The right people will persist in your life or appear in due time. Love yourself; focus on yourself; take care of yourself; radiate love, goodness, and kindness; seek knowledge; express gratitude daily; pursue the things that tug at your soul. All else will follow. You’ll be alright. Keep your head up.

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Non so più da che parte girarmi (o dove stare) questo Natale…

No cioè, comprendetemi, sono appena emersa da una sbornia di cibo con livello calorico a cinque zeri (minimo!!!) e negli ultimi giorni è capitato praticamente di tutto…

Altro che meritata vacanza a casa con sonni paciosi, la sfiga ci vede super benissimo con le sue dodici diottrie!
Prima la batteria del portatile che, dopo quattro anni di onorato servizio, decide di far caput…e vabbè si capisce.
Io che da brava cretina decido di fare regali di punto in bianco e poi scopro che l’investimento prevede qualcosa come un centinaio di ore a fondo perduto solo per restaurarlo (sì, sono propensa a farmeli da sola i lavori pesanti).
E la mia cara bestiola Chevrolet che – di punto in bianco – decide di farmi prendere un accidente a tutti gli effetti dandomi i segnali di una perdita di olio dentro il motore.
Giuro che ho seriamente preso in considerazione di cambiare auto x un giorno…ma io AMO la mia tesora ed andrò a fondo di questa storia! 😭
Intanto, per migliorare ancora di più l’aria festiva mi passo la vigilia di Natale nel seminterrato di un condominio a cercare di far partire con mezzi di fortuna una caldaia a broda che non vuole saperne.

Tutto questo posso anche sopportarlo, non è niente di nuovo o così strano…
Almeno finché non mi ritrovo davanti ad opinioni date via con il culo su questioni sociali e politiche contemporanee.

Vi dò un minimo di infarinatura…

Stiamo parlando di due miei parenti che conosco da quando sono venuta al mondo ed sono nati negli anni subito dopo la seconda guerra mondiale.
Li ho sempre tenuti di conto, sono persone che hanno studiato (una è arrivata alla magistrale ed ha dato alcuni esami all’università, l’altro è laureato in ingegneria) ed, normalmente, hanno una visione cristallina di cosa hanno intorno.
Il discorso è caduto prima su Trump e la Corea del dittatorino demens, poi sugli omossessuali, bisessuali, transessuali ect (ne nomino solo alcuni ma non sto facendo alcuna distinzione di sorta)

Tanto per iniziare, non ho una grande stima per Trump.
Riconosco che ha esperienza con l’economia ed non è di primo pelo ma so anche che arriva da una famiglia di miliardari e che non ha mai fatto il cassiere di un supermercato od il cameriere dell’osteria.
Non sto dicendo che è abbagliato dalla propria superiorità monetaria ma poco ci manca, ho seri dubbi che abbia mai fatto fatica a pagare il mutuo o sbarcare il lunario.
Vogliamo poi ricordare che, da Presidente, invece di occuparsi delle cose importanti se la prende con le minoranze?
Non sto parlando dell’immigrazione clandestina che bisogna combattere.
Sto parlando del fatto che ha minacciato di togliere i sussidi ed vari altri aiuti alle classi / minoranze più povere del paese.
Basta andare su Tumblr x rendersene conto.
C’è gente con gravi problemi di salute che, da un giorno all’altro, si è vista estinguere la fornitura di medicinali critici per la loro salute.
In questi ultimi giorni, quatto quatto e zitto zitto la battaglia si è incentrata sulla Net Neutrality.
Ciliegina sulla torta il fatto che a Trump non interessa un emerito fico se manca l’acqua, ci sono tifoni giganteschi o la California brucia grazie ai cambiamenti climatici.
A lui basta giocare a risiko con il coreano (tra l’altro figlio di dittatore, venuto su nella dittatura e totalmente convinto di essere il più intelligente, figo e potente di questa Terra).

Bene i due lo difendevano a spada tratta in questi termini:
“Stampa che lo denigra!
Grande commerciante.
Genio della finanza.
Riporterà l’America ai tempi di Reagan.”

Ho lasciato perdere a ribattere il momento che ho fatto loro notare i dettagli che ho illustrato sopra.
Perché quando parli con gente che non conosce le manovre di un governo o politicante sulla popolazione e come parlare al vento.

Dato che non riuscivano a convincermi nonostante la vittoria a parole hanno provato ad appigliarsi al discorso sui ‘diversi’.
Su questo proprio mi sono partite le biglie.
Già chiamarli diversi è un insulto detto con il loro tono.
La loro linea di pensiero è che negli ultimi dieci anni i ‘diversi’ hanno preso piede, sono diventati più importanti della ‘gente normale’.
Per loro devono stare ‘chiusi nell’armadio’, sono un anomalia.
A questo punto ho fatto notar loro che siamo nel 2017.

“Eh sì, le vostre generazioni non la pensano così ma quando eravamo giovani noi era considerata una malattia mentale.”
“Sì, ok, e cosa mi dici allora di Alessandro Magno?”
“Che c’entra! Quello è un personaggio storico!”

Lo dico qui per spurgare il mio disgusto.
Bigotti.
Gente che ha studiato e si sono realizzati, stimati ed intelligenti.
Degli enormi bigotti che mi fanno tristezza.
Ed la scusa che sono cresciuti con una mentalità chiusa non basta.
Transessuali, omosessuali, eterosessuali.
Siamo tutti uguali.
Non c’è alcuna definizione di ‘malattia mentale’ o importanza che tenga.
Ognuno ha il diritto di ‘sentirsi’ ed ‘essere’ come vuole.
Di scoprire le proprie inclinazioni e limiti.

L’importante è essere vivi ed in pace con noi stessi.

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