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Non so più da che parte girarmi (o dove stare) questo Natale…

No cioè, comprendetemi, sono appena emersa da una sbornia di cibo con livello calorico a cinque zeri (minimo!!!) e negli ultimi giorni è capitato praticamente di tutto…

Altro che meritata vacanza a casa con sonni paciosi, la sfiga ci vede super benissimo con le sue dodici diottrie!
Prima la batteria del portatile che, dopo quattro anni di onorato servizio, decide di far caput…e vabbè si capisce.
Io che da brava cretina decido di fare regali di punto in bianco e poi scopro che l’investimento prevede qualcosa come un centinaio di ore a fondo perduto solo per restaurarlo (sì, sono propensa a farmeli da sola i lavori pesanti).
E la mia cara bestiola Chevrolet che – di punto in bianco – decide di farmi prendere un accidente a tutti gli effetti dandomi i segnali di una perdita di olio dentro il motore.
Giuro che ho seriamente preso in considerazione di cambiare auto x un giorno…ma io AMO la mia tesora ed andrò a fondo di questa storia! 😭
Intanto, per migliorare ancora di più l’aria festiva mi passo la vigilia di Natale nel seminterrato di un condominio a cercare di far partire con mezzi di fortuna una caldaia a broda che non vuole saperne.

Tutto questo posso anche sopportarlo, non è niente di nuovo o così strano…
Almeno finché non mi ritrovo davanti ad opinioni date via con il culo su questioni sociali e politiche contemporanee.

Vi dò un minimo di infarinatura…

Stiamo parlando di due miei parenti che conosco da quando sono venuta al mondo ed sono nati negli anni subito dopo la seconda guerra mondiale.
Li ho sempre tenuti di conto, sono persone che hanno studiato (una è arrivata alla magistrale ed ha dato alcuni esami all’università, l’altro è laureato in ingegneria) ed, normalmente, hanno una visione cristallina di cosa hanno intorno.
Il discorso è caduto prima su Trump e la Corea del dittatorino demens, poi sugli omossessuali, bisessuali, transessuali ect (ne nomino solo alcuni ma non sto facendo alcuna distinzione di sorta)

Tanto per iniziare, non ho una grande stima per Trump.
Riconosco che ha esperienza con l’economia ed non è di primo pelo ma so anche che arriva da una famiglia di miliardari e che non ha mai fatto il cassiere di un supermercato od il cameriere dell’osteria.
Non sto dicendo che è abbagliato dalla propria superiorità monetaria ma poco ci manca, ho seri dubbi che abbia mai fatto fatica a pagare il mutuo o sbarcare il lunario.
Vogliamo poi ricordare che, da Presidente, invece di occuparsi delle cose importanti se la prende con le minoranze?
Non sto parlando dell’immigrazione clandestina che bisogna combattere.
Sto parlando del fatto che ha minacciato di togliere i sussidi ed vari altri aiuti alle classi / minoranze più povere del paese.
Basta andare su Tumblr x rendersene conto.
C’è gente con gravi problemi di salute che, da un giorno all’altro, si è vista estinguere la fornitura di medicinali critici per la loro salute.
In questi ultimi giorni, quatto quatto e zitto zitto la battaglia si è incentrata sulla Net Neutrality.
Ciliegina sulla torta il fatto che a Trump non interessa un emerito fico se manca l’acqua, ci sono tifoni giganteschi o la California brucia grazie ai cambiamenti climatici.
A lui basta giocare a risiko con il coreano (tra l’altro figlio di dittatore, venuto su nella dittatura e totalmente convinto di essere il più intelligente, figo e potente di questa Terra).

Bene i due lo difendevano a spada tratta in questi termini:
“Stampa che lo denigra!
Grande commerciante.
Genio della finanza.
Riporterà l’America ai tempi di Reagan.”

Ho lasciato perdere a ribattere il momento che ho fatto loro notare i dettagli che ho illustrato sopra.
Perché quando parli con gente che non conosce le manovre di un governo o politicante sulla popolazione e come parlare al vento.

Dato che non riuscivano a convincermi nonostante la vittoria a parole hanno provato ad appigliarsi al discorso sui ‘diversi’.
Su questo proprio mi sono partite le biglie.
Già chiamarli diversi è un insulto detto con il loro tono.
La loro linea di pensiero è che negli ultimi dieci anni i ‘diversi’ hanno preso piede, sono diventati più importanti della ‘gente normale’.
Per loro devono stare ‘chiusi nell’armadio’, sono un anomalia.
A questo punto ho fatto notar loro che siamo nel 2017.

“Eh sì, le vostre generazioni non la pensano così ma quando eravamo giovani noi era considerata una malattia mentale.”
“Sì, ok, e cosa mi dici allora di Alessandro Magno?”
“Che c’entra! Quello è un personaggio storico!”

Lo dico qui per spurgare il mio disgusto.
Bigotti.
Gente che ha studiato e si sono realizzati, stimati ed intelligenti.
Degli enormi bigotti che mi fanno tristezza.
Ed la scusa che sono cresciuti con una mentalità chiusa non basta.
Transessuali, omosessuali, eterosessuali.
Siamo tutti uguali.
Non c’è alcuna definizione di ‘malattia mentale’ o importanza che tenga.
Ognuno ha il diritto di ‘sentirsi’ ed ‘essere’ come vuole.
Di scoprire le proprie inclinazioni e limiti.

L’importante è essere vivi ed in pace con noi stessi.

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Una domenica gelata questa…momento perfetto per tirare fuori un paio delle mie shot simmine!!! xD
Queste shot le posto solo perché sono praticamente sparita a livello scribano ed i file mi languono sul pc.
In verità UT la scrivo altroché, sono pure avanti.
Il problema è aver raggiunto il momento clou senza una minima idea di come calare la suspense…^^’
E non ho il tempo di betare i capitoli come si deve…
Quindi avanti con le shot!!!

NOTA: nessuno simmino è stato maltrattato per la produzione di queste immagini, ci sono state un paio di lamentele per le condizioni immonde della shot sì…ma stiamo parlando di pixel senza un sindacato, quindi è bastato un maxmotives! xD

Ho avuto una vera e propria ossessione per Sapphire Blue, ad un certo punto (e con l’avvento degli skybox e delle nuvole/cielo semimovente per non dire l’acqua riflettente!) avrei voluto ricreare tutto quel mondo tropicale ma il progetto è stato accantonato causa stacanovismo personale.
Di tutto mi è rimasto questo screenshot ed io quando ci ritorno su sento solo Heroin della Del Rey, non c’è altra storia…
Sapphire Blue

Che..? Siete in cerca di altro?
Subito! xD
Avevo fatto un ritratto di ‘famiglia’, bicromatico e simbolico.
All’inizio avevo tutte le intenzioni di infilarlo come banner per Undoing Time poi l’idea è virata sulla cipolla del nonno smontata…
L’immagine era questa ma vi avverto che ha un mucchio di difetti, non è perfetta come quella della Mustang…però c’è Picasso sullo sfondo! =)
Guernica Y Luno.jpg

Per uno strano motivo la prossima shot è chiamata Moroccan, sarà il filtro fotografico che ho usato in post…boh!
Moroccan.jpg

Ultima, ma non meno chicca, una shot di Kurt Lagden.
L’avete visto gangly teen…ora lo vedrete adulto!
Naso a patata a parte, è puccio…LoL
Kurtinthestory

Ovviamente Lagden e company sono mia proprietà personale ed il CC usato per crearli dei rispettivi modders.
Le due allodole sono più vispe che mai nel mio mondo virtuale e stanno pensando di comprare il loft…pensate che saranno vicini di casa con Raphael…LoL
E no, il lotto di appartamenti del loft non lo uploado per nessuno!!!
Mi ci son voluti sei mesi per costruirlo e perfezionarlo! UoU

Manca poco al mio compleanno e dato che arriverò ben presto nella fase ‘enta’ della mia vita (in dodici mesi, sono una previdente io LoL) inizio a chiedermi se è ora di stilare una lista dei pro e contro.
Invero non avrei alcuna intenzione ma mi sono accorta di essere circondata da gente che sembra fare solo quello.
Incastrare la propria esistenza in una serie di ‘bullet points’  e  gallerie multimediali come se davvero fosse possibile.
Più ci penso più mi trovo incapace di raccapezzarmi con questa idea.
Forse dimostro poca intelligenza.
Ho provato con mano che le liste servono solo quando la giornata è talmente piena che la memoria ti lascia.
Sto parlando di liste dai titoli ‘da fare’, ‘da vedere’, ‘da discutere’ eccetera.
Tutte cose che a fine giornata o fine progetto si stracciano.

Non ho mai stilato una lista della mia vita.
Lo trovo inumano e limitativo.
La vita è fatta per essere vissuta al momento, non à la carte.
Mi sentirei totalmente infelice se ogni giorno della mia vita fosse una serie predefinita di posti, conversazioni e persone.
Guarda caso sopra ho dato la mia definizione personale della mia carriera scolastica, un altro motivo per cui non ho mai eccelso, oltre la noia probabilmente.

Sotto un certo punto di vista questa ‘visione della vita’ ci lega le mani.
Perché in fondo, davvero, a che serve essere sui social 7/24, trovare alla Freud smartphone sempre più grossi rispetto ai precedenti, sentire musica a palla perché fa figo, tirare sassi dai cavalcavia e pensare di avere il diritto di sterminare la civiltà umana solo perché sono il figlio di un dittatore e mi manca evidentemente qualche neurone o senso della realtà.
Siamo schiavi di una digitalizzazione di massa, tecnologia che tra poco ci infileranno anche nel cervello per neutralizzare i pensieri del singolo ma mai più in basso a soffocare gli istinti primordiali.

Quindi no, niente liste.
Gli anni avanzano e non mi sento più importante, intelligente o furba di prima.
Vado avanti per la mia strada, mi spremo le meningi e tanti saluti.

(e se vi siete mai chiesti cosa leggo per ‘sport’ invece che per scrivere provate qualcosa del signore qui sotto, l’ultima è stata ‘Memorie del Terzo Reich’ di Albert Speer)

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Non sono mai stata un animale sociale.

Con ‘animale sociale’ definisco l’individuo capace di portare avanti una conversazione di cortesia per più di cinque minuti e che sorride a suo agio nell’attesa.
Quando lavoro sono emozionale come un ghiacciolo, irradio solo fredda cortesia.
Non ho un odio aperto contro le persone ma sento che – se non ho niente da dire – preferisco stare in silenzio.
Non pretendo di essere sempre interpellata ogni santo minuto di ogni ora.

Se posso non chiedo a nessuno delucidazioni e sono ossessivamente autodidatta tanto che arrivo a passarmi nottate intere a fare ricerca e studiare al bisogno.

Amo guardare i film in solitaria, pure gli horror da ghiacciare il sangue nelle vene; alcuni anni fa passeggiavo da sola in mezzo boschi che pullulavano di lupi e cinghiali.

Sopra ogni cosa amo il mio spazio personale.

Quindi tu – o perfetto sconosciuto – che mi vieni a chiedere una stima e poi ti lamenti ricorda che io di favoritismi non ne faccio e che questo mondo è cannibale.
Ed anche tu! Che mi proponi una cifra infiorandomi di complimenti e poi non mi paghi, non pretendere che sia gentile o che ti prenda ancora in considerazione.
Se porgessi l’altra guancia a tutti quelli che incontro per strada, la faccia non ce l’avrei più e manco le mutande.

In più, se non ti è di troppo disturbo, fammi la cortesia di non braccarmi come una facile preda perché, la felice prossima volta che ti incontro, gli artigli nel deretano te li affonderò io con gioia.

Songs of the…weekend

How your fields so green can whisper tales of gore…

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Slytherins are foggy hillsides and picturesque landscapes. They’re hand written love notes and subtle glances across a classroom. They’re black boots, long coats, buttons done up to the top. They’re tipping your head back to breathe the air, kicking up stones on a deserted path. They’re mirrored lakes, everything below the surface. They’re the confidence to get something right, the feel of magic in your fingertips. They’re holding your breath underwater, pretending to be a mermaid when you swim. They’re finding that one song that makes you want to create a storm. They’re the chill in the breeze, the force in the tide. They’re enchanted forests and lingering glances and long drives. They’re the lightning and the thunder and everything in between. 

I am all of the above and maybe more, or maybe less.

Who knows? xD

Certe volte sento il tempo…un po’ come in questi ultimi 4 giorni fra Settembre e Ottobre…

Divento schiva in estremo bisogno di un silenzio assoluto.

Del movimento ritmico delle mie gambe sui pedali della mountain bike e del mio respiro che inizia a bruciarmi nella gola a causa del primo freddo.

Le gambe che sembrano non reggermi e tremano per lo sforzo, lo sforzo della mia testardaggine perché *porco cane* io non mollo mai.

Il sole che si nasconde sopra il mio capo dietro un mare d’umidità.

Ancora un po’ e poi…inverno, tetti bianchi di brina ed il cielo che diventa lo specchio, ancora una volta.

Ti questo mio bisogno di aria credo che lo comprenda solo in parte.

Vorrebbe venire con me nelle mie sortite su due ruote, riuscirebbe anche a starmi dietro ma…

…ci sono cose che preferisco fare da sola.

…pensieri che in un determinato periodo dell’anno germogliano avvelenando l’aria che ho intorno.

…momenti in cui dai miei soliti 20 l’ora passo ai 35 e la strada brucia sotto di me.

Ti oggi mi ha tenuto il muso, io gli ho sorriso.

Non tutto può essere perfetto in Paradise.

Domani è un altro giorno.

Ed Ottobre è arrivato.

That french clock trilling every quarter, an old LP playing lyrical like Ti likes when he’s at work, me typing away on my netbook.

The sound of peace.

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Sono tre giorni che praticamente non mi alzo da letto, in letargo, spiaccicata come una sottiletta.
Non so cosa sia ma non è la prima volta che mi succede.
Mi capita di dormire in continuazione e l’unica cosa che mi interessa è il non essere disturbata dal mio coma per nessun motivo (vedasi lo smartphone in perenne modalità aereo)
Sarà il fatto che sono finalmente lontana da qualsiasi forma di stress di casa ed ho trovato Ti ad attendermi.
Mi ha dato un’occhiata ed – a dispetto di tutto – mi ha capita senza che io parlassi.
Infatti il weekend l’ho passato da lui nel silenzio che è il suo appartamento.
Ti, che non mi chiede niente.
Ti, che mi porta la mia tazza di tè a letto al mattino quando mi degno di aprire gli occhi.
Non lo vedo da più di un mese e mezzo ed quando finalmente siamo di nuovo assieme io divento un’eremita apparentemente sordomuta.
Sì, sono fottutamente commossa con la lacrimuccia pronta ora che mi sento leggermente più vigile.
Perché sono al sicuro mentre la pioggia cade in strada.
Finora mi sono sempre preoccupata di me stessa e protetta da sola, azzardare di cambiare…
Domani si ritorna alla solita normalità, alla Fra che pedala come un indemoniata ai 30 l’ora senza mai mollare, alla Hermes che scrive come un’ossessa la notte, alla sua petite Fräulein che lavora con passione.
Oh Ti, anche se non lo dico…

Doduck

Lo stagismo è il primo passo per la conquista del mondo.

Racconti ondivaghi che alla fine parlano sempre di amore

“Ships are safe in a harbour, but that’s not what ships are made for”

Il Cassetto nel Cassetto

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Avete presente quegli scomodi abiti vittoriani? Quelli con la gonna che strascica un po' per terra, gonfiata sul di dietro dalla tournure? Quelli con i corsetti strettissimi e i colletti alti che solleticano il collo? Ecco. Io non vorrei indossare altro.

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Ventitrè estati, ventidue inverni. Immaginare storie. Scriverle con un lapis su pezzi di carta ingiallita. Scappare lontano. Viaggiare con la mente e con il cuore. Sognare una casina bianca e un giardino pieno di rose. Leggere un libro. Guardare il mare. Ascoltare in silenzio la voce dei propri pensieri. Affacciarsi su un balcone e guardare l'alba. Fotografare un istante e conservarlo gelosamente nel proprio cuore. Fumare una sigaretta su una vecchia sdraio verde mentre guardo le stelle. Immaginare qualcuno dall'altra parte del mondo. Colorare di giallo la mia vita. Giallo. Giallo, perchè è prima del rosso. Giallo, come un limone. Giallo, come la mia canzone. Giallo, perchè disturba. Giallo, come qualche miliardo di stelle.

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