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Luciano Garbati
Medusa with the head of Perseus
2008 Florence

Come to see me
You will find my
Truth in the reflection…

Come to love me
I will have you
Suffer in perfection

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There are days like today.
Where I’m so fed up when I stop working in the evening.
When I just snap at little things going wrong, screaming.
I don’t have the patience to prepare my customary cup of tea before dinner nor the desire to eat, and already I skipped lunch and breakfast, like a total moron.
I’m so primitively mad I have no regrets saying ‘Fuck you!’ to the world in general.
That’s when I put my phone on hold, close the door and make a dive for the bed, punching everything I can reach.
It’s childish but harmless.
I usually get up after that for a hot bath + washing my hair.
That doesn’t really help much but I usually feel human again.
These are the days without Ti.
I can’t help it, I tried.

He’s away a lot this days and I’m deprived of my favourite ray of sunshine.
He makes me happy, he makes me angry, he knows how and has the smile of an angel.

4170

Sto per finire di scrivere UT.
Finalmente!
Ho organizzato gli ultimi punti con carta e penna stasera, sul tavolo di marmo verde di Ti mentre lui cucinava solo Dio sapeva cosa di buono.
Sono felice di essere alla fine e sapere finalmente dove Kurt, Linds e Michelle mi stanno portando.
Spero di trovare il tempo di concluderla come si deve.
E poi basta…almeno per un po’, se il topo me lo consente…😅

Shall I talk?
Or will you whisper it?
The dreadful thing we have squeezed between us.
The mixture of seasons, your old and my new.
The smell of spicy tobacco I call aroma.
My kind of freedom you loathe when you can’t reach me and I finished all your favourites.
The long nights I spend driving and working.
The late dinners you cook just for one to be heated in the oven ‘not the microwave, you infidel!!’
The early Sunday mornings, starting the day with a shower for two, tumble and dry.
You trimming your beard, whistling your favourite pavane.
Me and my Twinings Tea.
You and your enormous shirts, as gigantic as your wardrobe really, and my silk scarves.
The lightbulb in the bathroom mirror you are too lazy to tight properly and irks me to death (note to self: bring needed tools).

Do you know the words for this Ti?
I shan’t say them.
I knew crushes and silly affections and stupidity.
I used to know broken dreams, flat promises and often no’s.
All the wrong sidestreets of naiveté I walked.
I don’t look to you as an older figure – a father figure the most cinical say, they watch so much and they become so blind – I look at you as Ti.
Never old in my eyes, not with that hungry glint you have.

I have no words but I know there’s no turnin’ back now, not after all this time.

And if there will be an end to this someday it will be worth it, glorious and ours for it won’t be a surprise but a choice.

As you said
“Love is a journey best appreciated in the company of two or more. Sunrise to sunset. No time is wasted when it fills the desires in your soul. Be grateful if you have found it.”

“To fall in love is easy, even to remain in it is not difficult; our human loneliness is cause enough. But it is a hard quest worth making to find a comrade through whose steady presence one becomes steadily the person one desires to be.” – Anna Louise Strong

 

Edit 13.43 pm: and my heart breaks at the news…oh we shall never hear your beatific voice again! Oh Montserrat! Sad is the day and darkest is this world! 😭

Okay.
Dopo un attento riascolto devo proprio dire che non c’è storia e la domanda rimane la seguente: what the hell did she smoke?
Seriamente.
Ammiro che ogni suo disco sia un progetto a parte, ogni artista deve seguire il proprio estro e sono la prima a dirlo.
Ma da qui a dire che Norman fucking Rockwell sia già una pietra miliare della musica contemporanea e della carriera di Lana del Rey no.
Piuttosto rimango fuori dal coro con tutto quello che ne consegue.

L’ho sempre chiamata Contralto Darling per diversi motivi:

  1. la versatilità della sua voce è qualcosa di miracoloso se teniamo in conto della piattezza tonale che ormai è diventata oggetto di culto per la maggior parte della scena artistica.
  2. I testi delle sue canzoni che se ad una prima scorsa sembrano canzonette, in realtà non lo sono, per niente.
  3. I video, curati al dettaglio, estrosi e sintonizzati a quello che senti.

Lana del Rey è anomala perché negli ultimi anni l’unico modo per sfondare e denudarsi in pubblico, rappare due parole per sei minuti come se fosse il segreto della vita eterna e, dal tremulo sospiro – che dovrebbe essere sexy invece sembra il miagolio di un gatto affogato – passi ad urlare come una banshee senza una ragione logica.
Tra l’altro bisogna rendersi conto che se si tocca una nota in versione album ciò non vuol dire che live la cosa riesca poi così bene…e Lana questo lo sa, si è ascoltata ed si è migliorata la bimba!

Adoro la visione artistica melanconica e vintage.
Non parlo solo del suo repertorio ufficiale ma anche del unreleased che ammetto di ascoltare al pari dei suoi album perché – accidenti! – è dai tempi di Freddie Mercury che non sentivo tutta quella verve e perfezione in una jam session!

Sì, Lana del Rey mi fa venire gli occhi a cuore e mi manda in brodo di giuggiole ogni volta che esce dagli speaker.
I giochi vocali che crea e lega alla melodia, lascia andare in diffusione e riprende…avete presente Shades of Cool?
Ecco sì, quando ho sentito quella traccia Lana ormai mi era già entrata nel cuore e non avevo nemmeno finito di sentire per la prima volta Ultraviolence.

Eppure sono critica ora.
Assolutamente incensed.

Non mi aspettavo di sentire news di nuovo album almeno fino alla seconda metà del 2019.
È stata una piacevole sorpresa vedere la notifica per Mariners Apartment Complex.
Una ballata romantica…
Okay – mi sono detta – primo singolo tranquillino, la Darling è eclettica, l’amiamo per questo!
Quindi il nome dell’album che beh…vi sembra un nome interessante? Evocativo?
A me è sembrato uno scherzo, perlopiù di cattivo gusto.

A quel punto sapevamo anche il nome del secondo singolo, Venice Bitch.
Ho pensato “Collegamento fra le due canzoni: check! Okay proviamo a vedere che succede…”
Una settimana di attesa pavida, non vedevo davvero l’ora che arrivasse il 18 Settembre.
Tra l’altro quella è stata una delle settimane peggiori della mia vita…
Quindi arrivo alla sera, schiudendo il portatile con solo voglia di buone notizie ed ecco Venice Bitch.
Speaker al volume massimo, ultra bass surround inserito ed io che strabuzzo gli occhi ai 9:47 nell’angolo destro del video YouTube.

Lo sapete già come è andato quel primo ascolto.
Il secondo non è nemmeno riuscito a scalfire quella prima impressione, anzi.
La track è affondata senza mezzi termini.

Il Del Rey Feel è lì ma:
Spessore del testo – Zero.
Vocalità – Niente degno di nota, la ragazza al massimo canticchia.
BGM – interessante la prima volta poi si dimentica e basta.

Cherry on top.
I commenti dei die-hard fans che dai nickname e dai ‘VISIONARIA LOVVO!!!’, ‘COSMICA XOXO’, ‘Minimalismo 4ever, queen!’ evidentemente sono nati negli anni 2000 e non hanno mai sentito nominare musicisti più vecchi di Taylor Swift, Bieber ed altri già spariti, toh che caso!

Venice Bitch può essere tranquillamente definita un dieci minuti scarsi di apparente nulla.
Una traccia pigra, senza drive.
Anche il video mi è sembrato solo un gran spreco di spazio server.
Capolavoro proprio no, fuori discussione.

Volete suoni artistici, visionari, cosmici ed anche minimalisti?
Sono magnanima stasera e vi educo, eccoli qui:

Pat Methen, Charlie Haden 1997 – Beyond the Missouri sky
Michael Jackson (2014 – Xscape <<< postumo!!! MIND!)
Led Zeppelin (1971 – Led Zeppelin IV)
Who (1973 – Quadrophenia)
Arcade Fire (2013 – Reflektor)
Queen (1978 – Jazz < solo per nominarne UNO)
Dead Weather (discografia di tre album, cercateli và)
Pink Floyd (2014 – Endless river, ma anche tutto il resto!)



Prego eh!

Edit 2018.09.26 7.45pm: e Titan mi ha gentilmente ricordato che ho dimenticato David Bowie…mica ha tutti i torti! 😍 We can be Heroes, just for one day!

Cartoline.
Lettere d’amore rimaste nel cassetto.
Lettere d’amore spedite e mai ricevute.
Secretaires.
Brooches.
Cofanetti degni di una regina.
Spazzole e specchi istoriati in argento.
Stole di pelliccia e scialli da gran dama.
Specchi rococò e porcellane inglesi.
Fluté di vetro radioattivo.
Gioielli da lutto.
Bigiotteria da sera.
Statue di giada verde o quarzo.
Applique decò in alabastro e lampade Tiffany.
Carillon che tintinnano melanconia di tempi andati.
Danzatrici esotiche nere e oro.
Servizi da tè che suonano alla brezza e spighe di grano in vetro fine come un capello.
Proiettori di inizio secolo.
Sedie in genuino stile impero.
Calcolatrici a leva.
Grammofoni a matrice di cera.
Tappeti persiani e settee vittoriani.
Pantere a grandezza naturale con occhi che ti seguono e fauci spalancate.
Fotografie osè d’inizio ‘900 e pin-up queens che ammiccano.
Pleniluni in soffitti di nero velluto.
Tiare di diamanti falsi.
Dagherrotipi immusoniti.
Bambole di porcellana e vestiti di seta.
Giochi in latta e cavalli a dondolo.
Cammei di donna e medaglioni d’argento con dediche di persone che non ci sono più…
Raccolte di vecchi short films muti dai dieci ai trenta secondi.
Orologi da panciotto fermi e pendoli che rintoccano alla Winchester mentre Ti fischietta il motivetto con il sigaro fra le labbra.
E fra le mie mani l’ultimo foglio di una lettera…

È tardi, la strada sotto alla mia finestra si fa più silenziosa ancora.
Poso la penna ora ma prima di coricarmi il pensiero si alzerà in volo verso i pochi giorni che abbiamo passato insieme. Perduti nel sole, e nei frutti di un’estate nel quale ci siamo conosciuti ed uniti.
Ci ritroveremo, mia amata Claudia, di ciò non dubitare.
Il tuo più umile servo,
Stefano

 

All that you touch
And all that you see
All that you taste
All you feel
And all that you love
And all that you hate
All you distrust
All you save
And all that you give
And all that you deal
And all that you buy
Beg, borrow or steal
And all you create
And all you destroy
And all that you do
And all that you say
And all that you eat
And everyone you meet (everyone you meet)
And all that you slight
And everyone you fight
And all that is now
And all that is gone
And all that’s to come
And everything under the sun is in tune
But the sun is eclipsed by the moon

“Best things in life are the ones you do for yourself.”
∼ myself

Edit

Of course they are!

 

“Best things in life are the ones you do for yourself.”
∼ myself

Ieri mattina ho avuto uno shock.

Non mi pare di aver scritto una sola frase delle mie storie quest’estate.

No, non l’ho veramente fatto.

Le idee sono appena dietro le mie orbite, nel profondo della mia materia grigia e impresse indelebilmente nel negativo della memoria.

Potrei recitare i capitoli che non ho ancora scritto se non fossi sul ciglio di un collasso nervoso a causa del mio stacanovismo compulsivo.

Di frequente negli ultimi giorni la mia memoria a breve termine perde colpi e mi capita di uscire e poi subito tornare indietro anche tre volte di fila per tre cose diverse alla faccia delle mie liste dettagliatissime che mi danno il buongiorno sulla porta del frigo alle cinque del mattino.

Ieri era la seconda volta che giravo le chiavi nella blindata, imprecando contro me stessa in silenzio.

Erano appena le sei del mattino e se qualcuno avrebbe punturato una delle mie vene ci avrebbe trovato del Lavazza al posto del sangue.

Nel giro di venti secondi stavo di nuovo a chiudere casa quando la porta a dirimpetto la mia si apre ed alzo lo sguardo, sorpresa.

A quel punto il mazzo di chiavi per poco non mi è caduto per terra.

TILT.
Troncatura delle trasmissioni regolari.

Pensavo di essere impazzita.

Davanti a me c’era Michelle.

Sì, la mia Michelle Hervas.

La donna che mi sono sempre immaginata quando scrivo ‘Steps’ e di Lagden e di SF.

Lì in carne ed ossa, vestita da jogging e con un’espressione un po’ titubante al mio sguardo fisso e da riccio che vede l’auto in corsa.

Occhi grigi e capelli neri, alta il giusto.

Atletica e naturalmente longilinea.

Abbronzata con un pizzico di rame nella carnagione.

Ci penso adesso e mi sale ancora la pelle d’oca!

La figura da cioccolatino me la sono fatta egregiamente.

Senza parole a fissare quella povera ragazza che ad un certo punto mi ha fatto un cenno per saluto ed si è allontanata per la tromba delle scale, certa che non avessi proprio tutte le mie rotelle a posto come minimo.

 

Ammetto che non volevo scriverlo questo post ma dopo un’intera giornata a ripensarci su ho deciso che sì, potevo farlo.

Quante possibilità ci sono che un giorno io mi ritrovi davanti un particolare parto della mia mente?

Non ci avrei mai creduto se non l’avessi vista con i miei due occhi.

Non so il suo nome, sul campanello ci sono solo delle iniziali…ma cavolo il mio cuore mi ha battuto la conga nei timpani per un buon minuto dopo che se ne era andata.

Spero solo che il prossimo a manifestarsi non sia Lagden o quello mi defenestra! 😨

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Poco meno di due settimane alla fine di Agosto…

Sembra impossibile l’estate è ancora qui ma tornando per il weekend scopro che invece a casa l’estate è finita.

Ed è uno shock: fra tante cose che ho iniziato, ricominciato, portato a termine e magari messo anche in pausa. Mi sono dimenticata di questo posto che conoscevo come le mie tasche fino ad un anno fa ed un po’ perché no, questa non è più la tua casa, il centro del tuo mondo.

Al mattino, all’alba i tetti bagnati e quella luce obliqua nell’aria fredda, la tazzina di caffè che fuma mentre esci sul balcone e ti guardi intorno dopo aver dormito in camicia con tanto di copriletto.

La pelle d’oca sulle gambe, ed la pianta dei piedi – come fosse la prima volta – che allarghi inconsciamente sulla piastrella fredda per sapere che non stai sognando.

Le foglie degli alberi nei viali che raggrinziscono e cadono a terra mezze secche e mezze verdi.

La brezza del mattino che gira intorno alla casa. La certezza che ti parte nel petto: il caldo diminuirà sempre di più…e poi…

Il silenzio che segna la fine delle vacanze estive.

Summer is gone…I just didn’t see it this time…

Am I truly this old now?

Am I getting too wrapped up?

Shall I return to watch from amber shadows the dance of life?

preview.png

Because there’s just ONE way to stay awake and finish all the late shit throught the night…

You play the album until your ears bleed and you’re burning to see one of the many sold-outs…

If only I was born a decade before!!! Goddammit!

Sing my darling sing!

 

Sono in ferie…
(la verità è che il caldo, l’aria condizionata ed il dormire come mamma mi ha fatto l’hanno avuta vinta, mi ritrovo con il raffreddore ad Agosto…yeeee xD)

Sto spulciando lentamente fra la montagna di millemila post in rss feed sulle novità di CC per the sims.
Un mucchio di roba che prevedo il mio gioco non gradirà che aggiunga LOL.
Fatto rimane che non mi sono mai interessata particolarmente ai giochi immediatamente dopo TS2..a parte TS Medieval e Castaway che non ho trovato malaccio se giocati con parsimonia.

Sì, qualche anno fa ho giocato due giorni a TS3 per pura curiosità (cavalli e destinazione vacanza con tombe da esplorare…non per altro!) ma l’ho trovato lento, con grafica da far piangere il mio povero dual core e buggato: due savegame ed il quartiere non si apriva più senza CC!

Dato l’inaspettato tempo libero pensavo di dare un’occhiata a TS4 ma…

…fa davvero ribrezzo.
Dicono che è più leggero ma quel feel da cartone animato e tutto quel casino con tratti, sliders ect…
Ho visto CC da vomito, e sim che se fossero gente reale sarebbero peggio che deformi, nemmeno la chirurgia plastica!!!
Posepacks, drama Adfly/Patreon e scopiazzate a parte … … ma li avete visti i prezzi di espansione e stuff packs?! Il loro numero poi?!
Per non parlare delle Patch da aggiornamento subitaneo ogni volta che apri Origin (tra l’altro sta storia non la capisco…c’è pure la versione TS2 che a quanto pare non funziona per nessuno!) ed i mod che di conseguenza devono essere riaggiornati tutti in supporto.

Nah…meglio TS2…l’ho sempre detto io…
Retrogrado sarà pure ma funziona, costava meno, si avvia ed è quasi totalmente resettabile se sai dove mettere le mani/SimPE senno si ritorna ai cari vecchi dischi di installazione!

Bacio, se mi volete mandate una cartolina al Takemizu village dove sta il ninja! xD

INTJ:Break-The-Chain

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Cose che mi piacciono trattate con semplicità.

Gio. ✎

Avete presente quegli scomodi abiti vittoriani? Quelli con la gonna che strascica un po' per terra, gonfiata sul di dietro dalla tournure? Quelli con i corsetti strettissimi e i colletti alti che solleticano il collo? Ecco. Io non vorrei indossare altro.

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