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Songbirds….!

I’ll kill to hear her live…

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Ho una sola parola per il discorso a reti unificate di ieri sera lungo 40 minuti.

FUFFA.

Per il resto il 4 Maggio io inforco la bici e vattelapesca, intanto lavorare non mi è consentito.

E voglio anche vedere dove si troveranno le mascherine chirurgiche a 0.50€ perché sono certa che saranno ‘finite’ ancora prima che in farmacia aprano gli scatoloni di fornitura…convenientemente saranno disponibili solo quelle a 5/10/20€ ma triplostrato/ultraipersuperprotettive che in realtà sono in microfibra sintetica e tengono tanto quanto la carta igienica dimenticata 20 anni nello sgabuzzino…

Viva l’Italia.

Sono stata via.

Magari non ve ne siete nemmeno accorti.

Ho passato gli ultimi tempi male, malissimo.

Non tanto per Ti e le sue grandi ‘idee’ dell’ultimo momento, è da un bel po’ che ho aperto la messaggistica o avuto notizie di lui comunque.

Qualcosa di pre-annunciato mi è arrivato come un camion addosso.

In più ho dovuto fare la parte della forte mentre gli altri se la sguazzavano nel dolore o perlomeno potevano confrontarsi con l’accaduto e farsene una ragione.

Quando ho avuto tempo e modo di fare lo stesso, non ci sono riuscita e ci sono stata ancora peggio.

Sapevo che sarebbe successo, sapevo che dopo un certo momento tutto ci era regalato ed il tempo a nostra disposizione sarebbe scaduto ma la certezza assoluta del ‘dopo’ è devastante.

Non riesco ancora a scordarmi quel cielo blu, i venti gradi stabili sotto un sole da primavera avanzata di inizio Febbraio, io che cercavo di non tirare troppo in bici perché era presto e c’era tempo.

Il pensiero che saliva su mentre infilavo il rampichino e salutavo due vicini poi iniziavo l’ultima salita dura.

Ero fuori allenamento, ho dovuto fermarmi a metà.

Sono arrivata alle 14.05, lo so perché è suonato il campanile.

Mi sono seduta sui gradini per un po’, era ancora troppo presto intanto.

Quindi i primi dettagli atipici, i rumori, la porta lasciata aperta.

Sono entrata per  capire.

La fine.

 

Almeno non ha sofferto troppo continuavo a ripetermi Almeno adesso può stare in pace e non preoccuparsi più delle mille cose di cui mi parlava quando ero lì seduta da sola con lei a prendere il caffè.

E mentre pensavo questo, tornavo a casa in MTB, non vedevo nemmeno la strada un po’ per le lacrime che sfocavano tutto un po’ perché pedalavo come un’indemoniata, tanto non c’era più tempo.

Ora, a distanza di mesi, il vuoto è rimasto.

L’unica consolazione è il fatto che la sento.

Se ne andata in un posto in cui non posso ancora raggiungerla ma la sua voce è dentro la mia testa, parla nel suo dialetto particolare a metà fra veneto e piemontese, mi racconta cose che non sapevo ancora.

I suoi occhi blu vedono attraverso i miei.

Non mi importa cosa pensano gli altri.

Lei è ancora qui con me.

L’inizio.

Questo post che sto per scrivere è in ritardo di anni.

Argomento? Nightwish.

Sì, potete anche saltarlo se vi fa piacere intanto in qualche modo dice le stesse cose di quel piccolo articolo che avevo già pubblicato quest’estate.

Quattro anni fa ho ascoltato EFMB un paio di volte poi l’ho ficcato in un cassetto e non ci ho più pensato.

Complice la mia vita che stava cambiando già radicalmente: diversi interessi musicali, DOR ormai finita, nuove storie da scrivere, interi cataloghi delle cose più svariate da studiare, l’inizio della mia mania per il fitness che mi ha riportato alla Mountain Bike.

Insomma il cambio di vocalist non l’avevo preso bene non dopo aver sentito Anette spaccare in Imaginaerum (DPP purtroppo non è paragonabile, la si sente racchiare quando sale in alto ma è noto che quelle canzoni non erano state composte per la sua voce)

Floor è, in contrasto, un animale da palco capace di iniziare con il bel canto, spararci qualche growl, interludio di belting con potenza inaudita ed infine note di testa sospinte al limite.

Tra l’altro sembra che non abbia nemmeno bisogno di respirare il che la rende perfetta per rendere i testi dei Nightwish (mai stati semplici).

In questi ultimi mesi (dai fatidici giorni precedenti al mio compleanno per intenderci) ho ascoltato qualche canzone live con la Jansen e non posso negarlo…ho headbangato come un’idiota davanti al widescreen a 31 anni suonati.

Ghost love score!!!

Sì l’energia si sente eccome, la potenza vocale la trovo onestamente migliore dell’era Tarja senza togliere niente alla mia primadonna preferita dopo Montserrat (Caballé), Callas e Bartoli.

Floor ha studiato classico ma non usa la stessa tecnica ‘rigida’ ed il sound che ne consegue è vulcano.

Rimane che durante questi 4 anni ho perso totalmente la bussola su questo gruppo e forse l’allontanamento è stato un toccasana.

Forse sarebbe passato più tempo prima che riprendessi a sentire i NW se non avessi avuto alcuni momenti no in questi ultimi mesi.

Rimane fresca la sensazione immensa di Ghost Love Score.

Che sia Tarja o sia Floor quella musica è un miracolo sonoro.

Io la prima volta che ho sentito una loro canzone avevo 17 anni.

Era una traccia inserita in un bootleg poco lecito che nemmeno credo di averlo ascoltato tutto.

The riddler.

Allora non li avevo degnati di un secondo ascolto.

Poi è arrivato il 2009 ed lì è stata un’altra storia fatta di bomba sonora concentrata in tre giorni e vabbè…

A questo momento nel tempo devo ancora vedere  i due concerti del Vehicle of spirit e Decades…il Wacken 2013 è stato illuminante, diciamo.

Sono rimasta a digiuno forse troppo.

MA I NIGHTWISH TORNANO questa primavera!!! (see here!)

E non vedo l’ora di headbangare invasata come ieri sera alla guida mentre tornavo in autostrada!

Yes I turned heads for I was singing with Floor.

Yes I am 31 and I truly don’t give a fig. 😎

Tu che non ti arrendi, nemmeno dopo quasi un mese.

Io che ti metto nella black list e quotidianamente vado a leggere le mail che mi scrivi.

La chevrolet darling mogia in garage.

Non riesco a bloccare l’immagine di quella notte e mi viene da piangere.

There’s no hate, painting the life I could have lived and now you share with her.

You wanted this, I don’t understand why you still lie to me.

Merry Xmas & get the fuck out.

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2019/11/29

Water everywhere

Car skipping on the road

You in my mind.

Apparently there are things I won’t believe until I smack my nose on them.

I’m not angry for what I’ve seen.

It doesn’t fade, it only gets more vivid.

Long lost sisters

Pity and pain.

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Mi sento molto sola.

Ecco l’ho scritto.

Non è tanto intorno a me, quanto dentro.

Una sensazione di deserto a livello di pensieri, idee e cime da raggiungere.

Un ossimoro quando in realtà non sto per niente male.

I problemi della mia amata Chevrolet darling risolti, mai sentita ringhiare così.

Il desktop ritornato in vita, grazie ad un attento esame della babele di cavi che aveva dentro, non ha mai girato meglio d’adesso.

Grandi kaching! futuri assicurati grazie al mio occhio.

Io che, al mio solito, faccio l’autodidatta e riesco al primo colpo.

Forse è questo il punto, tutto dimostra di andare bene.

 

Ma niente è più come prima.

L’equilibrio si rompe, il disco si inclina, cade a terra e la musica si ferma.

Questa settimana compio 31 anni e non ho voglia di vedere anima viva.

Non desidero spiccicare parola.

Non voglio andare da nessuna parte.

Nemmeno per vedere te.

 

Ed il fatto che cerco rifugio in cose, suoni e storie concluse non risolve nulla.

Fa buio e freddo.

Un giorno rivedrò qualche stella probabilmente.

Ma non subito.

Why you make me work so hard
When you know that all I want
Is to make your money grow?
You’re like a baby
Who don’t got nowhere to go
I feel you eyeing me
You keep it on the low

But I can’t let you in
And I can’t keep you out
I wait for life to end
But it never comes around
And I can’t hear you call
And I can’t hear me shout

I wait for it to break
But it never comes around

And I’m lonely
Feeling like I’m falling apart

Sunday afternoon, drinking tea with Grandma Flora (my namesake!)…

A cup older than me, all baroque, made of chalk.

Sky not bluer than our eyes.

Family with three generations of blue eyes.

Home not really home anymore, still and warm.

Afternoon in amber and silence.

Peace and sighs.

Strings of dialogue unimaginable, loving her more than myself.

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You no more than road under my wings

Yet more than every minute spent

Battling over dreams never dreamed

Men never loved

Thoughts and actions never put to fruition

Theater words made for tragedies and stories of woe

Far away in the decades

I spent learning

we are not mirrors

but black holes made to devour

and waiting to implode

You still more than every length I walked.

“You fell in love with my flowers but not with my roots, so when Autumn arrived you didn’t know what to do.”
– (via c-oquetry)

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