Tag Archive: family


No sanity can substitute the void.

You shall be the kicked up dust, blood under my feet.

Ills almost forgotten now redempted.

Sun melts eyes, thunder leaves scars.

My shell will harden still, life goes on.

Something ends.

Something begins.

Get up and sing along to the chorus of madness lest it devours you.

Goodbye Grandma, you’re not scared anymore.

Pubblicità

http://irevuo.art/2020/07/16/when-it-hurts-so-much-you-cant-even-turn-it-into-words/

Sono stata via.

Magari non ve ne siete nemmeno accorti.

Ho passato gli ultimi tempi male, malissimo.

Non tanto per Ti e le sue grandi ‘idee’ dell’ultimo momento, è da un bel po’ che ho aperto la messaggistica o avuto notizie di lui comunque.

Qualcosa di pre-annunciato mi è arrivato come un camion addosso.

In più ho dovuto fare la parte della forte mentre gli altri se la sguazzavano nel dolore o perlomeno potevano confrontarsi con l’accaduto e farsene una ragione.

Quando ho avuto tempo e modo di fare lo stesso, non ci sono riuscita e ci sono stata ancora peggio.

Sapevo che sarebbe successo, sapevo che dopo un certo momento tutto ci era regalato ed il tempo a nostra disposizione sarebbe scaduto ma la certezza assoluta del ‘dopo’ è devastante.

Non riesco ancora a scordarmi quel cielo blu, i venti gradi stabili sotto un sole da primavera avanzata di inizio Febbraio, io che cercavo di non tirare troppo in bici perché era presto e c’era tempo.

Il pensiero che saliva su mentre infilavo il rampichino e salutavo due vicini poi iniziavo l’ultima salita dura.

Ero fuori allenamento, ho dovuto fermarmi a metà.

Sono arrivata alle 14.05, lo so perché è suonato il campanile.

Mi sono seduta sui gradini per un po’, era ancora troppo presto intanto.

Quindi i primi dettagli atipici, i rumori, la porta lasciata aperta.

Sono entrata per  capire.

La fine.

 

Almeno non ha sofferto troppo continuavo a ripetermi Almeno adesso può stare in pace e non preoccuparsi più delle mille cose di cui mi parlava quando ero lì seduta da sola con lei a prendere il caffè.

E mentre pensavo questo, tornavo a casa in MTB, non vedevo nemmeno la strada un po’ per le lacrime che sfocavano tutto un po’ perché pedalavo come un’indemoniata, tanto non c’era più tempo.

Ora, a distanza di mesi, il vuoto è rimasto.

L’unica consolazione è il fatto che la sento.

Se ne andata in un posto in cui non posso ancora raggiungerla ma la sua voce è dentro la mia testa, parla nel suo dialetto particolare a metà fra veneto e piemontese, mi racconta cose che non sapevo ancora.

I suoi occhi blu vedono attraverso i miei.

Non mi importa cosa pensano gli altri.

Lei è ancora qui con me.

L’inizio.

Mind, something you lost along the way.

Lights going out never coming back.

Windows shuttered, you watching scared from the cracks as the sun can’t get inside anymore.

How does it feel?

Looking at an unknown world through a lace curtain?

How does it feel to continuously search for unknown words you can’t say? To question the identity of someone you gave life to?

To sleep through a whole day, to forget how to eat, the gift of words and emotions on your face?

I can see it from the outside Grandma.

You don’t know even your name right now.

Sometimes you talk but you don’t understand what you’re saying.

You ask but the answers mean nothing to you.

What are your thoughts about?

Do you still think?

Can you?

Who are you?

Sunday afternoon, drinking tea with Grandma Flora (my namesake!)…

A cup older than me, all baroque, made of chalk.

Sky not bluer than our eyes.

Family with three generations of blue eyes.

Home not really home anymore, still and warm.

Afternoon in amber and silence.

Peace and sighs.

Strings of dialogue unimaginable, loving her more than myself.

Time is MINE

Rant in arrivo…magari anche leggermente insano quindi cercatevi un riparo finché potete.

Vi ho avvertito.

 

Da metà Novembre sono zia…tutto ok.

Oramai siamo a luglio e diciamo che tutta questa pucciosità a me non sta facendo effetto alcuno.

Oh sì, ho l’istinto umano di proteggere il più piccolo del clan da qualsiasi forma di pericolo certo ma non è che sono diventata improvvisamente idiota come tutti quelli che mi circondano.

La mia vita non rivolve su mio nipote.

E mi pare che sia pure normale…

Tra l’altro da Novembre la mia convinzione di non avere figli si è cementata in maniera definitiva.

Non ho la pazienza per badare ad un bambino piccolo, figurarsi se fosse mio figlio e non ci penso nemmeno.

 

Ma cosa davvero mi fa incazzare sono le reazioni quando dico che NON voglio nel modo più assoluto avere figli.

Tutti sorrisetti compiacenti, il sorriso freddato della mia nuora, i ‘Vedrai che cambierai idea…’ etc. etc.

Ma dico, secondo la morale comune, cosa siamo noi donne?!

Ok, sono nata femmina ma non mi viene la depressione una volta al mese perché ho sprecato una buona occasione per diventare madre.

Difficilmente mi riconosco nei modelli che ci appiccicano addosso come etichettina da cibo con pure la data di scadenza sopra.

E tutte quelle sputtanate assurde sul ticchettio dell’orologio biologico femminile…quando le sento mi si abbassa il QI, davvero.

Esistono le provette sapete e gli uteri in affitto, strano ma vero.

Anzi meglio adottare un orfano, quelli sì che hanno bisogno di affetto in questa valle di lacrime.

 

Sapete cosa?

Il mio orologio ticchetta.

Ed il mio tempo decido io come spenderlo.

Se voglio sudarmi l’anima sotto un sole a 35°C per tre ore consecutive non chiedo di certo aiuto a nessuno.

Se preferisco lavorare nei weekend non abbasso il PIL del paese.

Se fossi proprietaria di una fottuta serra di fiori non decimerei la biodiversità di cosa mi sta intorno.

Se mi piace divertirmi a letto ciò non significa che automaticamente voglio diventare madre di uno/due/tre… etc bambocci.

Se adoro sentire a ruota Led Zeppelin/Queen/AC\DC e compagnia mentre lavoro non cambia nulla da quelle che ascoltano solo Eros o qualsiasi altro artista. Ho gusti musicali eclettici e non ho mai sopportato le canzonette, è una cosa che mi porto dietro da sempre.

Se preferisco dormire  che farmi sei ore di viaggio / perdere un’intera giornata a sentire mio nipote gorgogliare frasi senza senso…beh…

Scusate tanto se al posto del cuore ho una merda e non mi sciolgo come un cioccolatino a differenza dei non presenti.

 

Sono stufa dei luoghi comuni italiani (e non).

Non sono santa e non sarò mai madre.

Amen

Coexisting in life is never easy.

We humans have so many ways of thinking and seeing things and taking critics.

Sometimes you just try honestly to help and all you receive is scorn for ‘YOU are not sharing MY views, admit it!’

Of course I see what you see, but I also see what I see, and possibly have an opinion of what the rest could see…truthful or polluted it may be.

There are days I truly resent helping for I know what I will gain.

Other days I help and stay silent and regret.

Truth and pain walk on the same cobble street often.

Family is family, I guess.

4325

There was a ring I never took off when I was no more than a teen girl.
It wasn’t valuable, found it dirty and dusty at the end of a drawer in a long before abandoned house.
It missed a little tiny diamond on its cast and it was so tiny in size I could only wear it on my left ring finger.
The center stone was a smoothed out ruby with a square shape.
But the beauty in it was not the stones.
It was in the fine work on the silver.
The thin veneers running along the sides in fragile, intricate leaves that could only be made by hand and with skill.
I never seen since a work like that ever.
It fitted my finger to the point I thought it was made for me and me alone.
It was probably just a cheap trinket bought at a fair or something like that in the time when my grandmother was just a young girl.
She’s 96 now, I’m 30 and the ring is still with me.
Worthless and consumed, but the silver still shines and fits somewhat.
The leaves are still there and they mean a world never gone to me.
Afternoons and evenings, card games and teas, red roses and blue hydrangeas.

You have forgotten, Gran.
I did not.
You can’t remember.
I shall do it for you for all the time I’m still given on this Earth.

tea-party-sharing-tea-with-grandma-1936-mike-savad

[coloured photo by Mike Savad]
[https://pixels.com/featured/tea-party-sharing-tea-with-grandma-1936-mike-savad.html]

4204

Edit: Today is the day…💞🎉🎊

Today the old world shall be destroyed.

Tomorrow a new world will be born.

We should be ready, yes?

Every drop of rain that falls in Sahara desert says it all

It’s a miracle

All God’s creations great and small

The Golden Gate and the Taj Mahal

That’s a miracle

Test tube babies being born

Mothers, fathers dead and gone

It’s a miracle

4052

Poco meno di due settimane alla fine di Agosto…

Sembra impossibile l’estate è ancora qui ma tornando per il weekend scopro che invece a casa l’estate è finita.

Ed è uno shock: fra tante cose che ho iniziato, ricominciato, portato a termine e magari messo anche in pausa. Mi sono dimenticata di questo posto che conoscevo come le mie tasche fino ad un anno fa ed un po’ perché no, questa non è più la tua casa, il centro del tuo mondo.

Al mattino, all’alba i tetti bagnati e quella luce obliqua nell’aria fredda, la tazzina di caffè che fuma mentre esci sul balcone e ti guardi intorno dopo aver dormito in camicia con tanto di copriletto.

La pelle d’oca sulle gambe, ed la pianta dei piedi – come fosse la prima volta – che allarghi inconsciamente sulla piastrella fredda per sapere che non stai sognando.

Le foglie degli alberi nei viali che raggrinziscono e cadono a terra mezze secche e mezze verdi.

La brezza del mattino che gira intorno alla casa. La certezza che ti parte nel petto: il caldo diminuirà sempre di più…e poi…

Il silenzio che segna la fine delle vacanze estive.

Summer is gone…I just didn’t see it this time…

Am I truly this old now?

Am I getting too wrapped up?

Shall I return to watch from amber shadows the dance of life?

preview.png

IMG_20180706_212603

Estate.
Molti dicono che l’estate può essere solo una, frenetica, troppo corta nella maggior parte dei casi.
Sono tutte balle.

Tre anni fa (cavolo…già così tanti?!) le mie estati erano lunghe e scure, soli obliqui che foravano sentieri di terra sotto le suole delle mie scarpe da ginnastica. Posti ombrosi dove gli alberi cigolavano sinistri ed io, io che mi isolavo da quella natura a tratti pericolosa con Metal e Nightwish e Soprani al volume massimo, cercando di bruciare tutta la rabbia che mi sentivo addosso con la voglia di pericolo e di scoprire ciò che avevo intorno. Ho battuto quei boschi palmo a palmo con ‘metodo’, la mia personale follia.

Quando ero bambina la mia estate era come un pomeriggio che non finiva mai, un sole che ti abbaglia anche se sei all’ombra, un quadrato d’erba chiuso da soffocarci dentro, trattenendo il respiro sotto l’acqua gelida di un pozzo. Pezzi di ambra chiara e cristallina che cola dalla corteccia e frutti dolci come il miele sporti a penzoloni dagli alberi.
Mattine seduta al sole sul balcone della casa dei miei, quasi invisibile in mezzo ai vasi della mamma. E sere a guardare affascinata le lame luminescenti di rifrazione della luce che si proiettano al tramonto dove il sole non scende. Colori che non dovrebbero esserci eppur ci sono per un brevissimo momento, proprio come stasera.
Ed i temporali, io furtiva che osservavo i fulmini cercando di scorgere la regina ed il suo calesse, mai davvero impaurita e più che mai curiosa.

La noia totale e completa delle mie estati quando ero adolescente, non finivano mai.
Lancette praticamente bloccate con l’attack macinando chilometri tutti i giorni sulla Renault 21, desiderando poterla guidare…='(

L’anno scorso, la mia prima estate con Ti, la mia prima estate al volante della Chevrolet darling.
Quando diviene tutto di colpo possibile ed l’ultimo pizzico di negativismo se ne và, quasi magicamente tanto che t’aspetti che sia uno di quei sogni in cui sei convinto di saper volare e poi cadi dal letto facendo i conti con la dura realtà xD

Questa estate?
È iniziata non proprio col botto ma promette bene, diciamo così.
La mia Chevrolet, l’amore meccanico della mia vita, che ringhia e accelera come una invasata quando la guido già con la punta del piede. Un mostro che adoro e che Titan teme LOL
Io amo andare veloce, non è mai stato un caso.

I miei quando avevo 14 anni: “Lo vuoi il motorino?”
Io adolescente di poche parole ma previdenti e decise: “E che me ne faccio? A scuola ci vado a piedi, e comunque è meglio la macchina.”

E Ti.
Oh Ti.
Il fautore della trasformazione.
Senza di lui non sarei tornata io e, se potessi farlo, gli direi quello che non dico ma penso 7/24/365 ormai.
Ci ho provato ma non mi esce.
Sembro quasi uno di quei pesci da acquario, mi sconforta ed infuria il non riuscire ad esprimermi liberamente.
Un anno.
Più ci penso più mi sale il panico ed una dolcezza che trabocca nella mia gola e mi porta il magone.

Quando lo guardo, a lungo, forse anche disperatamente.
Come ieri, nella luce del giorno che finisce mentre ci rilassiamo in terrazza e si gode il suo whisky con ghiaccio ed io la mia vodka alla menta con limone.
Se ne accorge, ricambia il mio sguardo.
Il peggio è che lo sa.
Sa perfettamente cosa vorrei dirgli e, con estremo tatto, fa finta di nulla.
Sorride e mi lascia un bacio sulla tempia, il suo braccio sulle mie spalle.

Stop time, I want this present to last a-while.

Vi è mai capitato di aver finalmente staccato dal lavoro ed invece di iniziare il tanto paventato weekend davanti alla tv o a fare ciò che vi interessa…le vostre mani, la vostra testa facciano tutt’altro?

A me sì…

Oggi pomeriggio, seduta al volante della Chevrolet darling x tornare in città…

Strade incasinate piene di buche per l’asfalto sfondato dai diluvi degli ultimi giorni, semafori e lavori in corso, traffico da astinenza di nicotina…

Chi me lo fa fare?

Al di là dei doveri e delle questioni da tenere sotto controllo per chi non può farlo.

Delle scadenze, prelievi e versamenti.

Della pura tristezza che è diventato vivere qui dove sono nata.

Non sono pensieri veri, no.

Piuttosto un rumore di fondo, una sinfonia distorta fra il desiderio e la melanconia di notti passate allo smartphone solo per comunicare con Ti.

Di voglia di scappare via dove respirare non è solo dovere di tutti i giorni ma emozione.

Non erano pensieri definiti.

Ma la freccia di direzione per salire in tangenziale l’ho messa e la Chevrolet darling ha ubbidito mentre la lanciavo in corsa ed iniziava a piovere ancora.

La verità è che non ho un motivo per guidare così tanto o così a lungo oggi.

Ma i serbatoi Gpl e Benzina segnano entrambi il full e se solo potessi davvero…

Ed guardo l’asfalto avanti a me, un occhio sul retrovisore e l’altro sui cartelli per l’autostrada.

E Lana che mi accompagna in un viaggio anche mentale in pensieri che non sono veri pensieri ma hanno spessore e intento.

Perché sono ancora in strada ora, l’abitacolo buio e la pioggia che ticchetta sul vetro e quella cosa senza nome che mi fa spingere il piede sull’acceleratore.

Quel pensiero che fa di nome Ti e che…oh, she always knows…

Blue Hydrangea

Cold cash, divine

Cashmere, cologne and white sunshine…

No-one stops my party!

Life is full of surprises…like a package received in the mail…☺

3894

La lontananza è quando Lui lo sogni di notte, bello come il sole che ti viene incontro davanti il cancelletto d’ingresso dei tuoi con un sorrisone e le mani nelle tasche dei pantaloni.

Non riesci quasi a crederci, esci dalla chevrolet darling  e lo chiami.

Un cenno di saluto finché è lì, accanto a te e tremi.

Si sfila la giacca e te la appoggia sulle spalle.

Chiudi gli occhi, il suo nome sulle labbra.

Li riapri e ti ritrovi nella tua vecchia stanza di quando eri bambina, il soffitto bianco, e la luce del sole che ti batte negli occhi.

Ti stringi addosso la camicia che gli hai rubato e che usi come pigiama con il magone in gola.

Words from Walden

"This world is but a canvas to our imagination"

. . .

love each other like you are the lyric to their music

Nixed Sims

Sims 2 Things by NixNivis

THE MESS OF THE WRITER

If you're not italian, you have the possibility to translate all the articles in your own language, clicking on the option at the end of the home page of the blog.

StarlitDen

Illustration, Concept Art & Comics/Manga

Bombay Ficus

Running, Writing, Real Life Experiences & Relatable Content.

Let's Support Them

Make them smile and happy

The Paper Drafts

Creating art, poetry, and fiction.

Natalie Breuer

Natalie. Writer. Photographer. Etc.

The Alchemist's Studio

Raku pottery, vases, and gifts

thedihedral.wordpress.com/

Climbing, Outdoors, Life!

The Renegade Press

Tales from the mouth of a wolf

Discover WordPress

A daily selection of the best content published on WordPress, collected for you by humans who love to read.

Demoni di EFP e Wattpad

A great menace looms over Wattpad and the entire world of fanfictions! The wretched stories!

The Minds of ...

Nelphaell Simblr (Hyde)

INTJ:Break-The-Chain

Empower Yourself

unbolt me

the literary asylum

Poetica di Viaggio

Equilibrio tra preparazione e improvvisazione, tra emozione e razionalità

Bikes Philosophy

We're gonna travel the world by bike to spread love, respect and culture of bicycle all over!

Doduck

Lo stagismo è il primo passo per la conquista del mondo.

Racconti Ondivaghi

che alla fine parlano sempre d'Amore

RUMORE

Interferenze radio e disturbi di segnale

Tea Leaves and Reads

“As always, one of her books was next to her.” ― Markus Zusak

Mathew Lyons

WRITER & HISTORIAN

Livelines

«Sono una figura di un romanzo ancora da scrivere, che passa aerea e sfaldata senza aver avuto una realtà, fra i sogni di chi non ha saputo completarmi». [Pessoa]

Dimension Gate

誰も知らない 遥かな時代

UnTipoQualunque

Cose che mi piacciono trattate con semplicità.

April is such a Cursed month

Permanent wounds that never heal.

dodicirighe

...di più equivale a straparlare.

Vivoescrivo

God Hates Us All!

Anette Olzon Italia

Your first Italian source about Anette Olzon

Show me a garden that's bursting into life

I'm contemplating thinking about thinking

Kathryn Dawson Photography

"Vision is the Art of seeing the invisible" - Jonathon Swift -

Briciolanellatte Weblog

Navigare con attenzione, il Blog si sbriciola facilmente

the m0vie blog

an Irish nerd's eye look at the world of film

TheCoevas official blog

Strumentisti di Parole/Musicians of words

Meanwhile, back at the ranch...

music, poetry, musings, photography and philosophy from a woman who found her way back home and wants you to come over for a hike and a cocktail.

F. H. Hakansson

Home of the author