Tag Archive: baby you’ll never know till you try


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What if I do pray?
I know, Ti, God is nothing to me but I’m praying through this awfully hot days.
While my brain is slowly dying to death along with my eyes for the sun and humid air.
While I exercise like a madwoman.
While I drive fast on the highway.
When I find myself thinking of you, looking through tea depths, in my few moments of rest.
At 5.50 am when I usually wake.
I see what I can’t.
I hear nothing, and you are in the shell of my ear.
It is maddening more than anything else I ever knew.
If God existed it would hear my prayers, isn’t it?
If it was a benevolent God, that is…
I know you would smile that knowing crooked smile, now.
All finesse and glinting eyes.
Smoke shimmering in your breath, the sweet cherry flavour of the tobacco you use.
I can savour it on my tongue now.
Maybe the stillness of this heat will make me mad…I don’t truly care if I can have you.

And saying those dammed words that will never leave my mouth.
Shall I wait when it’s going to be too late?
Yes, because I am that kind of idiot.
Silly little thing with an iron will who can plow for its dreams in the midst of the last deathly heatwave  of the summer and then turn spineless coward with fear of an imminent end to happiness.

And I pray, yes, more than you’ll ever know.

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And if one day.
But never tomorrow.
We woke up again together,
emerging from a whirlwind of dream and thunder.
Will you listen to me?
One day when the dunes will take the color of the evening and the tired bells will stop playing the dull tones of a return that will no longer happen.
Will you find me?
Surrounded by the storm on each side as far as the eye can go and remaining stoically immobile in a given place.
What would you choose?
Your empty words or my dead gestures?
Shadows behind my skull, breathing the pure air of your last breath.
I finally know what I want.
Lie down in the hay of a summer that no longer exists at this time.
Crushing to dust the dry flowers between the pages of my books.
Walk distant streets in the sunlight.
Catch you by the hand and drag you into the light.
Living for the sake of it.
I do not need a motivation.
Words will have to come out sooner or later.
Or I’ll end up forgetting what it means to say them.

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Estate.
Molti dicono che l’estate può essere solo una, frenetica, troppo corta nella maggior parte dei casi.
Sono tutte balle.

Tre anni fa (cavolo…già così tanti?!) le mie estati erano lunghe e scure, soli obliqui che foravano sentieri di terra sotto le suole delle mie scarpe da ginnastica. Posti ombrosi dove gli alberi cigolavano sinistri ed io, io che mi isolavo da quella natura a tratti pericolosa con Metal e Nightwish e Soprani al volume massimo, cercando di bruciare tutta la rabbia che mi sentivo addosso con la voglia di pericolo e di scoprire ciò che avevo intorno. Ho battuto quei boschi palmo a palmo con ‘metodo’, la mia personale follia.

Quando ero bambina la mia estate era come un pomeriggio che non finiva mai, un sole che ti abbaglia anche se sei all’ombra, un quadrato d’erba chiuso da soffocarci dentro, trattenendo il respiro sotto l’acqua gelida di un pozzo. Pezzi di ambra chiara e cristallina che cola dalla corteccia e frutti dolci come il miele sporti a penzoloni dagli alberi.
Mattine seduta al sole sul balcone della casa dei miei, quasi invisibile in mezzo ai vasi della mamma. E sere a guardare affascinata le lame luminescenti di rifrazione della luce che si proiettano al tramonto dove il sole non scende. Colori che non dovrebbero esserci eppur ci sono per un brevissimo momento, proprio come stasera.
Ed i temporali, io furtiva che osservavo i fulmini cercando di scorgere la regina ed il suo calesse, mai davvero impaurita e più che mai curiosa.

La noia totale e completa delle mie estati quando ero adolescente, non finivano mai.
Lancette praticamente bloccate con l’attack macinando chilometri tutti i giorni sulla Renault 21, desiderando poterla guidare…='(

L’anno scorso, la mia prima estate con Ti, la mia prima estate al volante della Chevrolet darling.
Quando diviene tutto di colpo possibile ed l’ultimo pizzico di negativismo se ne và, quasi magicamente tanto che t’aspetti che sia uno di quei sogni in cui sei convinto di saper volare e poi cadi dal letto facendo i conti con la dura realtà xD

Questa estate?
È iniziata non proprio col botto ma promette bene, diciamo così.
La mia Chevrolet, l’amore meccanico della mia vita, che ringhia e accelera come una invasata quando la guido già con la punta del piede. Un mostro che adoro e che Titan teme LOL
Io amo andare veloce, non è mai stato un caso.

I miei quando avevo 14 anni: “Lo vuoi il motorino?”
Io adolescente di poche parole ma previdenti e decise: “E che me ne faccio? A scuola ci vado a piedi, e comunque è meglio la macchina.”

E Ti.
Oh Ti.
Il fautore della trasformazione.
Senza di lui non sarei tornata io e, se potessi farlo, gli direi quello che non dico ma penso 7/24/365 ormai.
Ci ho provato ma non mi esce.
Sembro quasi uno di quei pesci da acquario, mi sconforta ed infuria il non riuscire ad esprimermi liberamente.
Un anno.
Più ci penso più mi sale il panico ed una dolcezza che trabocca nella mia gola e mi porta il magone.

Quando lo guardo, a lungo, forse anche disperatamente.
Come ieri, nella luce del giorno che finisce mentre ci rilassiamo in terrazza e si gode il suo whisky con ghiaccio ed io la mia vodka alla menta con limone.
Se ne accorge, ricambia il mio sguardo.
Il peggio è che lo sa.
Sa perfettamente cosa vorrei dirgli e, con estremo tatto, fa finta di nulla.
Sorride e mi lascia un bacio sulla tempia, il suo braccio sulle mie spalle.

Stop time, I want this present to last a-while.

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Ci sono espressioni che non riesco ancora a controllare a quanto pare…
Così dice Ti, almeno.
Stamattina ero seduta allo sgabello con portatile in piena modalità lavorativa.
Ti mi passa davanti parlando con qualcuno al telefono, a volte gesticola leggermente ma pure i suoi gesti sono eleganti e, inevitabilmente, mi distrae.
Finisco per osservarlo in silenzio.
Un giorno o l’altro lo filmerò solo per quando mi manca e sono fuori in trasferta. xD
Il buzzurro gentiluomo chiude la telefonata e i nostri sguardi si incontrano.
Silenzio.
Sorrisetto da parte sua.

“Fräulein, you should really stop looking at me like that in work hours.”
“Huh?”
“I can tell what you’re thinking most of the time.”
“Oh, yeah?”

Io cretina che faccio la spavalda, forte dell’avere un portatile dietro il quale nascondermi.
Rincoglionita proprio.
Gli occhi di Ti che mi trapassano da parte a parte prima di diventare ghiaccio sulla mia spina dorsale.
Ed ecco…a questo punto caliamo pure il sipario che è meglio.

Ma che colpa ho se si veste bene ed ho un debole per il suo armadio?
Anzi no, ho un debole per l’intero pacchetto me tapina!!!
And he’s Not Safe For Work xP

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Guess who I’m drivin’ home tonight?😏

Ti, wait for me baby!

We are coming to get you me and the Chevrolet darling!!! 😎

Almost forgot…I have the leather jeans on and I know I’m getting it tonight. 💪

Like a charm!

You know the rare feeling when you find the exact piece of clothing you want…

So perfect you can picture it on yourself.

So enamored you truly don’t care how much they ask for.

You take off to the store and they redirect you to buy it online.

I just did, slightly worried it wouldn’t fit as I lost weight YET again with the flu.

Then it arrives…I try it on and it fits like a glove.

I’m regretting not buying another pair because this leather jeans are going to be loved, i can already tell…😎

And now I just need to wear them around Ti and make him suffer a tiny bit.

He can whistle for it…😜

Sono sempre rimasta un po’ indifferente a  questa festa ‘straniera’ anche adesso che ci sono affogata in mezzo.

Ma negli ultimi giorni mi ritrovo ad osservare tutti i festoni ultra colorati di arancione, le jack o’ lanterns e le streghe di plastica e chiedermi che senso ha…

 

Poi arrivo al 31 – sì, proprio adesso!  – a farmi gli straordinari e la contabilità  davanti al portatile avviluppata nel trapuntino snoopiniano con moppine e Madre Natura che mi fa la pernacchia…tipica sfiga quando finalmente arriva il giorno feriale…

Ed arriva Ti.

Il buzzurro del mio cuore che occhieggia la mia mise non sexy poi fruga nel sacchetto della spesa e mi lancia una tavoletta di cioccolata al 95% alla quale faccio la festa con occhi a cuore.

….

L’ho già detto che lo amo?

 

That french clock trilling every quarter, an old LP playing lyrical like Ti likes when he’s at work, me typing away on my netbook.

The sound of peace.

3455

I find myself obsessed and longing for the few days I’ve spent with you.
And I have no time for daydreaming.
I wish you were here, Ti.
I wish you could be more than just a few messages and words on the phone.
I wish I could come back to you and sleep the rest of this summer away.

You’re so easy to love…
You make me cuckoo like a turtle dove…

It’s so hot I can’t even go cycling…or sleeping…and at night while I’m working with less heat I just miss him…

Lucky me there’s still ice in the house!

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Un paio d’anni fa mi piaceva fotografare ciò che avevo intorno e far entrare un po’ di colore dentro all’obbiettivo della mia vita.
Principalmente boschi, cielo e polvere. Vette irrangiungibili ma che sembravano così vicine da poterle toccare con la punta delle dita.
Ora?
Ora gli orizzonti sono cambiati ma la vita si è arricchita in giochi caleidoscopici, che si tendono in figure impossibili.
Ho superato montagne dentro la mia psiche.
Ho conquistato buona parte dei miei limiti.
Non fotografo più intorno a me, non voglio.
Lo faccio già tutta la settimana per lavorare e quando sono lontana dal notebook l’unica cosa che desidero e guardarlo con i miei occhi.
Osservarlo nei suoi gesti di tutti i giorni e nelle sfumature in controluce.
La nuvola blu del suo sigaro mentre legge il giornale o cucina nella sua pettorina da chef.
Lo sguardo chiaro, capace di inchiodarmi, quando ha solo un particolare pensiero in mente.
E le mani…
Non riesco più a pensare logicamente quando mi accarezza.
No, i miei rullini rimangono fermi ed inutilizzati.
Ci sono sensazioni e momenti visivi che non si possono rendere con la pellicola.
Because for me loving isn’t something visible. It’s electrical, tangible…something you find moving inside your veins, consuming you.
Better than smoking.
Better than drinking.
Better than gambling.

I miei fotogrammi li custodisco gelosamente, inspirando quell’aroma di tabacco che Ti esala e fregandomene del cancro ai polmoni per intenderci.

“Maybe you can’t fuck a memory. But I can surely enjoy it.”
“Of course you can, Fräulein.”

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You know that moment in time when you look in his general direction…
And you watch…
And you keep doing it with obvious enjoyment written all over your face…
And he catches you across the club…
The look he gives you, grinning like a fool.
And suddenly you’re not in the mood for dancing in public anymore.

Such a…

Ne pleure plu, Fräulein. It’s not you.
[…]
Don’t you like the bittersweet truth, Fräulein?
Shall we return to chocolates, lavender scented candles and flowers?
Sweet nothings in your ear or faint-worthy dirty poetry?
Some other little thing you always secretly wished for?”

(Ed è qui che la nota della sua voce si abbassa ancora, vibrandomi dentro manco fossi un diapason, la sua voce che mi fa effetto come se di un altro mondo)

“…”
“…”
“Kiss me you imbecile!”
“That I’ll gladly do my petite.”

Il suono della parola

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Avete presente quegli scomodi abiti vittoriani? Quelli con la gonna che strascica un po' per terra, gonfiata sul di dietro dalla tournure? Quelli con i corsetti strettissimi e i colletti alti che solleticano il collo? Ecco. Io non vorrei indossare altro.

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