Tag Archive: Art Deco middle aged bastard


How could you resist this beauty and come home unscathed?

No, there’s no way.
Me walking to the office just for a moment to gather my notebook and Ti glancing at it on the counter…

“Fräulein, it’s so très charmant.”
“Yeah, I know.”
“Do you mind if I take her home?”

He’s making puppy eyes…
Damn.
At the end he wins…
Why I’m feeling a little betrayed here… XD
Then I start for home and I find myself caged…

“Sweetheart, dine with me tonight?”
“Okay…”
“I’m making your favorite.”
“Great.”
“Keep the dress on so I shall unwrap my present tonight?”
“So many presents, spoiled child! What about me?”

He smiles.
The kind of smile that I can’t live without, with a touch of mischief in his eyes.
And the the kiss that unravels me from inside out.

“Happy anniversary, now go back to your free day, petite.”

francisbacon1-2x

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Ci sono espressioni che non riesco ancora a controllare a quanto pare…
Così dice Ti, almeno.
Stamattina ero seduta allo sgabello con portatile in piena modalità lavorativa.
Ti mi passa davanti parlando con qualcuno al telefono, a volte gesticola leggermente ma pure i suoi gesti sono eleganti e, inevitabilmente, mi distrae.
Finisco per osservarlo in silenzio.
Un giorno o l’altro lo filmerò solo per quando mi manca e sono fuori in trasferta. xD
Il buzzurro gentiluomo chiude la telefonata e i nostri sguardi si incontrano.
Silenzio.
Sorrisetto da parte sua.

“Fräulein, you should really stop looking at me like that in work hours.”
“Huh?”
“I can tell what you’re thinking most of the time.”
“Oh, yeah?”

Io cretina che faccio la spavalda, forte dell’avere un portatile dietro il quale nascondermi.
Rincoglionita proprio.
Gli occhi di Ti che mi trapassano da parte a parte prima di diventare ghiaccio sulla mia spina dorsale.
Ed ecco…a questo punto caliamo pure il sipario che è meglio.

Ma che colpa ho se si veste bene ed ho un debole per il suo armadio?
Anzi no, ho un debole per l’intero pacchetto me tapina!!!
And he’s Not Safe For Work xP

testylargeandeancockoftherock-size_restricted

Ieri notte il pc ha cercato di dirmi che deve aggiornarsi alla 1803, non vi dico i gesù cristi dato che avevo davvero bisogno di lavorare nonostante non abbia fatto che quello da lunedì a questa parte.
Il mio bel sederino incollato al sedile della Chevrolet Darling quasi dieci ore al giorno non menzionato.
Fra trasferte e non trasferte, casini, diluvi universali e urletti isterici….
Stamattina collego il portatile al server…
Apro le mie cartelle lavorative e strabuzzo gli occhi.
Faccio F5, temendo errore da server.
Niente.
A quel punto vado a bussare da Capo Supremo, che alza la nobile testa dal suo Mac e mi osserva interrogativo.

“Titan?”
“Yes?”
“66 listings?”

Distoglie lo sguardo, puntandolo allo schermo.
Fa spallucce.

“Yeah…seems so.”
“It’s Thursday!”
“I know.”
“Have you gone mad?!”

Alza sopracciglio altero alla ‘sgancia, pedala!’ mentre mi infilo le mani nei capelli.
Perché prevedo che farò gli straordinari fino a domenica sera…?
Perché ho l’impressione di avergli pestato la coda al mio mastino preferito?!?!

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I’m a fucking bullet right now.
I won’t slow down.
I had enough of this shit town.
Driving the Chevrolet darling, engine on 4000rpm, roaring like a boeing.
Biting the asphalt.
Fuck it all.

Vi è mai capitato di aver finalmente staccato dal lavoro ed invece di iniziare il tanto paventato weekend davanti alla tv o a fare ciò che vi interessa…le vostre mani, la vostra testa facciano tutt’altro?

A me sì…

Oggi pomeriggio, seduta al volante della Chevrolet darling x tornare in città…

Strade incasinate piene di buche per l’asfalto sfondato dai diluvi degli ultimi giorni, semafori e lavori in corso, traffico da astinenza di nicotina…

Chi me lo fa fare?

Al di là dei doveri e delle questioni da tenere sotto controllo per chi non può farlo.

Delle scadenze, prelievi e versamenti.

Della pura tristezza che è diventato vivere qui dove sono nata.

Non sono pensieri veri, no.

Piuttosto un rumore di fondo, una sinfonia distorta fra il desiderio e la melanconia di notti passate allo smartphone solo per comunicare con Ti.

Di voglia di scappare via dove respirare non è solo dovere di tutti i giorni ma emozione.

Non erano pensieri definiti.

Ma la freccia di direzione per salire in tangenziale l’ho messa e la Chevrolet darling ha ubbidito mentre la lanciavo in corsa ed iniziava a piovere ancora.

La verità è che non ho un motivo per guidare così tanto o così a lungo oggi.

Ma i serbatoi Gpl e Benzina segnano entrambi il full e se solo potessi davvero…

Ed guardo l’asfalto avanti a me, un occhio sul retrovisore e l’altro sui cartelli per l’autostrada.

E Lana che mi accompagna in un viaggio anche mentale in pensieri che non sono veri pensieri ma hanno spessore e intento.

Perché sono ancora in strada ora, l’abitacolo buio e la pioggia che ticchetta sul vetro e quella cosa senza nome che mi fa spingere il piede sull’acceleratore.

Quel pensiero che fa di nome Ti e che…oh, she always knows…

Blue Hydrangea

Cold cash, divine

Cashmere, cologne and white sunshine…

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La lontananza è quando Lui lo sogni di notte, bello come il sole che ti viene incontro davanti il cancelletto d’ingresso dei tuoi con un sorrisone e le mani nelle tasche dei pantaloni.

Non riesci quasi a crederci, esci dalla chevrolet darling  e lo chiami.

Un cenno di saluto finché è lì, accanto a te e tremi.

Si sfila la giacca e te la appoggia sulle spalle.

Chiudi gli occhi, il suo nome sulle labbra.

Li riapri e ti ritrovi nella tua vecchia stanza di quando eri bambina, il soffitto bianco, e la luce del sole che ti batte negli occhi.

Ti stringi addosso la camicia che gli hai rubato e che usi come pigiama con il magone in gola.

Per motivi vari I’m stuck a casa.
Non mi dispiace il più delle volte…qui nel profondo nord-ovest, dove il sole spacca le pietre ed il cielo diventa bianco/blu mentre la vegetazione cresce una spanna al giorno e si dorme già quasi con la finestra spalancata.
La pressione del sole sulla nuca mentre corri con la mtb giù nelle valli dopo una salita ed lo sbuffo fresco della Chevrolet darling che spara aria condizionata come una matta a mezzogiorno, la scocca argentea che splende come uno specchio mentre maciniamo l’asfalto ai 120 l’ora.
Tutto questo e molto altro moltiplicato per ore, e giorni…ed è già una settimana da quando sono tornata.
E mentre osservo l’asfalto con attenzione dietro le maxilenti dei miei occhiali vedo altro.
Non importa che ora sia o cosa stia facendo, o se lo schermo in filtro rossiccio del portatile mi ricorda che siamo dopo l’una di notte ed anche se son produttiva e sto lavorando sarebbe meglio andare a dormire.
Vedo Ti.
Il più delle volte non sono visioni adatte ad un pubblico di età minore ai 18 anni, ecco.
Mi distraggono tantissimo, cavolo!!! xD

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Rain pattering gently on the glass panes.
Fire cracking in the grate, light swaying on his relaxed face, the sharp angle of his cheeckbones.
Lips slightly parted while he breathes deeply in his slumber.

It truly has been a mad week for both of us, always running from one spot to another, always ‘on it’ like we didn’t have an actual life.
We did make a lot of money in the last five days but I feel like death warmed over, and Ti – apart from his extraordinary phisique, as he says – looks peaked I admit.
I still have work to do right now, I should finish reading this article and wrap the listings up…I can’t help but staring at him.
Work be damned.

When you promise him to take care of dessert for dinner…
And you present him with Tiramisù made like it has to be made.
And he goes…

“Fräulein…what the hell is that thing?!”
“I thought it was pretty much self explanatory.”
“I’m not eating it, that’s a heart attack waiting to happen!”

I watch him, he watches me.
He gets weary but keeps a straight face…
…then fidgets and that’s my cue!

“How much would you wager if I tell you you’re going to want another portion after you taste it?”
“Not gonna happen, Fräulein.”
“Try me.”

End of the story?
The moment the first spoonful disappears inside his mouth I actually see his pupils dilating like balloons.
I can’t hide the smirk, ignoring his puppy eyes.
I firmly took the tin and put it in the fridge.
Because I too can be evil sometimes…

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Son qui a lavorare davanti il portatile da stamattina presto, e non sto particolarmente bene.
Mi và bene che il locale che uso come ufficio è caldo e rintanato o sarei già da un pezzo in totale agonia, piegata in due sullo sgabello.
Tre minuti fa Ti mi ritorna dalla trasferta di oggi con cipiglio marcato, immusonito.

“Is there a particular reason why your phone is completely dead, Fräulein?”

Ci guardiamo da sopra il coperchio del mio portatile.

“Of course there is…my phone is ON and offline, because I’m ‘trying’ to work.”

Silenzio.
Ti deglutisce quindi sospira, sfilandosi la cravatta.

“Tea?”
“That could do, yes.”
“How about I order some take out, you look positively famished.”
“‘kay.”

Mi scappa uno sbadiglio e poi una smorfia, la schiena mi sta uccidendo e c’è davvero poco da fare.
Quindi vengo sollevata di peso dal mio sgabello e parcheggiata più in basso sulla sedia nel suo sempre stiloso grembo, la nuvola di profumo mischiato al tabacco che mi invade il naso.

“Now…let me see…chinese?”
“Ehm…”
“My bad, Fräulein. Pizza?”
“Sounds just right…”

E sarei già felice così, comoda e rannicchiata, mentre fa partire la telefonata per ordinare se non fosse…

“Almost forgot…search the right pocket of my jacket, love.”
“…?”

Mi metto a cercare e…
Barretta di cioccolata noir Lindt.
Questo buzzurro gentiluomo ormai mi conosce come le sue tasche e giuro che mi son quasi scappati due lacrimoni.
Ti, sei il migliore!!! ❤

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A volte si chiudono gli occhi volutamente.

Non si vuole discutere, perdere fiato e tempo.

Ci sono cose che ti lasci fare e fai agli altri.

E Ti…che mi regala un mazzo di iris giganti totalmente fuori stagione.

Io adoro gli iris, perchè sono il memento mori di un passato remoto e morto, appunto.

And I shall always remember

That poisonous flower in May

The one thorn with no sting

And roots gripping on my neck, slowly sucking on my veins

Beautiful bloom that takes a year to flower and withers in a day.

Ho chiuso gli occhi stamattina, il mazzo fra le mani ed un petalo che mi sfiorava la guancia.

“What is it, Fräulein?”

“This is wonderful…I don’t know what to say.”

Cosa avrei dovuto dire al buzzurro del mio cuore…?

I’m smoking while I’m runnin’
This town and you better believe it, honey
I’m laughing as I’m taking my prisoners
And taking down names
I’m crying while I’m gunning
In the smoke they hear me coming
If you were me, and I was you
I’d get out of my way.

Quando ho iniziato a scrivere questo blog non ero esattamente me stessa.
Stavo percorrendo una strada dettata dal mutismo e dalla riflessione del passato al caleidoscopio.
Non ho idea di cosa vi sia piaciuto dei miei post d’allora, o del perché mi abbiate seguita.
Siete quasi 100, non un numerone per intenderci, ma tanti.
È quasi dieci anni che scrivo post, il più di quegli anni li ho passati in gabbia, as far as I could get dagli altri.
Gli ultimi ventiquattro mesi invece mi sono risvegliata a poco a poco.
Ho iniziato a volermi bene, a misurarmi con la vita.
A fondare relazioni interpersonali, a respirare perché mi è ritornata la voglia di vivere.
A Febbraio di due anni fa ho aperto gli occhi e ho deciso che il mio lutto era finito.
Quel primo anno è stato il più duro, una fortuna che quando decido qualcosa la porto inevitabilmente a termine. Fra sole che mi spaccava la nuca e allenamenti in bici con qualsiasi meteo. Studio continuo e finalmente libertà dal passato.
Il secondo anno nel quale ho incontrato strani personaggi, inevitabili clowns, compagni di ventura lavorativa, la mia fantastica Chevrolet e, ultimo ma non meno importante, Ti.
Sempre qui ho raggiunto il mio peso forma, percorso migliaia di chilometri, iniziato una collezione di vestitini che non mi sarei mai sognata di indossare prima, ho rifatto pezzo per pezzo la mia vecchia e fidata MTB da cima a fondo.
Sono tornata io, combattiva e cocciuta.
Totalmente capace di spianarmi la strada.
Viva.

Chi ero ero.
So chi sono ora, e del mio passato non mi vergogno.

I have dealt with it.
I returned to shore.
I am Hermes.
My wings have grown back.
I shall never be tamed again.

Like a charm!

You know the rare feeling when you find the exact piece of clothing you want…

So perfect you can picture it on yourself.

So enamored you truly don’t care how much they ask for.

You take off to the store and they redirect you to buy it online.

I just did, slightly worried it wouldn’t fit as I lost weight YET again with the flu.

Then it arrives…I try it on and it fits like a glove.

I’m regretting not buying another pair because this leather jeans are going to be loved, i can already tell…😎

And now I just need to wear them around Ti and make him suffer a tiny bit.

He can whistle for it…😜

Certe cose si fanno quando non puoi dormire…
Quando viene la luna e ti chiede di uscire…

There’s no moon tonight.
I can’t see it at least but Mina knows and sings into my ear.
She always knows after all those years…
She knows you, Ti.
Our smiles, my cup of tea and your black coffee, your fingers weaved with mine under the table when we dine out with friends, the glow of your bare shoulders over me.
Blue smoke you puff out while you work.

The song is playing on repeat, it’s hurting me in many ways.
A good kind of hurt, mind you.
I know it will end in a few days.
Still there are the solitude and silence.
You changed me for the better in record time, Ti.
Again… there’s just one thing I will not say to you out loud, feelings not withstanding.
Happy new Year Art Deco Middle Aged Bastard.

Ma si sa certe cose non le puoi raccontare…

Poetica di Viaggio

Equilibrio tra preparazione e improvvisazione, tra emozione e razionalità

Bikes Philosophy

We're gonna travel the world by bike to spread love, respect and culture of bicycle all over!

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Avete presente quegli scomodi abiti vittoriani? Quelli con la gonna che strascica un po' per terra, gonfiata sul di dietro dalla tournure? Quelli con i corsetti strettissimi e i colletti alti che solleticano il collo? Ecco. Io non vorrei indossare altro.

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