Category: Poesia


Sto per finire di scrivere UT.
Finalmente!
Ho organizzato gli ultimi punti con carta e penna stasera, sul tavolo di marmo verde di Ti mentre lui cucinava solo Dio sapeva cosa di buono.
Sono felice di essere alla fine e sapere finalmente dove Kurt, Linds e Michelle mi stanno portando.
Spero di trovare il tempo di concluderla come si deve.
E poi basta…almeno per un po’, se il topo me lo consente…😅

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Shall I talk?
Or will you whisper it?
The dreadful thing we have squeezed between us.
The mixture of seasons, your old and my new.
The smell of spicy tobacco I call aroma.
My kind of freedom you loathe when you can’t reach me and I finished all your favourites.
The long nights I spend driving and working.
The late dinners you cook just for one to be heated in the oven ‘not the microwave, you infidel!!’
The early Sunday mornings, starting the day with a shower for two, tumble and dry.
You trimming your beard, whistling your favourite pavane.
Me and my Twinings Tea.
You and your enormous shirts, as gigantic as your wardrobe really, and my silk scarves.
The lightbulb in the bathroom mirror you are too lazy to tight properly and irks me to death (note to self: bring needed tools).

Do you know the words for this Ti?
I shan’t say them.
I knew crushes and silly affections and stupidity.
I used to know broken dreams, flat promises and often no’s.
All the wrong sidestreets of naiveté I walked.
I don’t look to you as an older figure – a father figure the most cinical say, they watch so much and they become so blind – I look at you as Ti.
Never old in my eyes, not with that hungry glint you have.

I have no words but I know there’s no turnin’ back now, not after all this time.

And if there will be an end to this someday it will be worth it, glorious and ours for it won’t be a surprise but a choice.

As you said
“Love is a journey best appreciated in the company of two or more. Sunrise to sunset. No time is wasted when it fills the desires in your soul. Be grateful if you have found it.”

“To fall in love is easy, even to remain in it is not difficult; our human loneliness is cause enough. But it is a hard quest worth making to find a comrade through whose steady presence one becomes steadily the person one desires to be.” – Anna Louise Strong

 

Edit 13.43 pm: and my heart breaks at the news…oh we shall never hear your beatific voice again! Oh Montserrat! Sad is the day and darkest is this world! 😭

Cartoline.
Lettere d’amore rimaste nel cassetto.
Lettere d’amore spedite e mai ricevute.
Secretaires.
Brooches.
Cofanetti degni di una regina.
Spazzole e specchi istoriati in argento.
Stole di pelliccia e scialli da gran dama.
Specchi rococò e porcellane inglesi.
Fluté di vetro radioattivo.
Gioielli da lutto.
Bigiotteria da sera.
Statue di giada verde o quarzo.
Applique decò in alabastro e lampade Tiffany.
Carillon che tintinnano melanconia di tempi andati.
Danzatrici esotiche nere e oro.
Servizi da tè che suonano alla brezza e spighe di grano in vetro fine come un capello.
Proiettori di inizio secolo.
Sedie in genuino stile impero.
Calcolatrici a leva.
Grammofoni a matrice di cera.
Tappeti persiani e settee vittoriani.
Pantere a grandezza naturale con occhi che ti seguono e fauci spalancate.
Fotografie osè d’inizio ‘900 e pin-up queens che ammiccano.
Pleniluni in soffitti di nero velluto.
Tiare di diamanti falsi.
Dagherrotipi immusoniti.
Bambole di porcellana e vestiti di seta.
Giochi in latta e cavalli a dondolo.
Cammei di donna e medaglioni d’argento con dediche di persone che non ci sono più…
Raccolte di vecchi short films muti dai dieci ai trenta secondi.
Orologi da panciotto fermi e pendoli che rintoccano alla Winchester mentre Ti fischietta il motivetto con il sigaro fra le labbra.
E fra le mie mani l’ultimo foglio di una lettera…

È tardi, la strada sotto alla mia finestra si fa più silenziosa ancora.
Poso la penna ora ma prima di coricarmi il pensiero si alzerà in volo verso i pochi giorni che abbiamo passato insieme. Perduti nel sole, e nei frutti di un’estate nel quale ci siamo conosciuti ed uniti.
Ci ritroveremo, mia amata Claudia, di ciò non dubitare.
Il tuo più umile servo,
Stefano

 

All that you touch
And all that you see
All that you taste
All you feel
And all that you love
And all that you hate
All you distrust
All you save
And all that you give
And all that you deal
And all that you buy
Beg, borrow or steal
And all you create
And all you destroy
And all that you do
And all that you say
And all that you eat
And everyone you meet (everyone you meet)
And all that you slight
And everyone you fight
And all that is now
And all that is gone
And all that’s to come
And everything under the sun is in tune
But the sun is eclipsed by the moon

“Best things in life are the ones you do for yourself.”
∼ myself

Edit

Of course they are!

 

“Best things in life are the ones you do for yourself.”
∼ myself

Lunar poetry

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Poco meno di due settimane alla fine di Agosto…

Sembra impossibile l’estate è ancora qui ma tornando per il weekend scopro che invece a casa l’estate è finita.

Ed è uno shock: fra tante cose che ho iniziato, ricominciato, portato a termine e magari messo anche in pausa. Mi sono dimenticata di questo posto che conoscevo come le mie tasche fino ad un anno fa ed un po’ perché no, questa non è più la tua casa, il centro del tuo mondo.

Al mattino, all’alba i tetti bagnati e quella luce obliqua nell’aria fredda, la tazzina di caffè che fuma mentre esci sul balcone e ti guardi intorno dopo aver dormito in camicia con tanto di copriletto.

La pelle d’oca sulle gambe, ed la pianta dei piedi – come fosse la prima volta – che allarghi inconsciamente sulla piastrella fredda per sapere che non stai sognando.

Le foglie degli alberi nei viali che raggrinziscono e cadono a terra mezze secche e mezze verdi.

La brezza del mattino che gira intorno alla casa. La certezza che ti parte nel petto: il caldo diminuirà sempre di più…e poi…

Il silenzio che segna la fine delle vacanze estive.

Summer is gone…I just didn’t see it this time…

Am I truly this old now?

Am I getting too wrapped up?

Shall I return to watch from amber shadows the dance of life?

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What if I do pray?
I know, Ti, God is nothing to me but I’m praying through this awfully hot days.
While my brain is slowly dying to death along with my eyes for the sun and humid air.
While I exercise like a madwoman.
While I drive fast on the highway.
When I find myself thinking of you, looking through tea depths, in my few moments of rest.
At 5.50 am when I usually wake.
I see what I can’t.
I hear nothing, and you are in the shell of my ear.
It is maddening more than anything else I ever knew.
If God existed it would hear my prayers, isn’t it?
If it was a benevolent God, that is…
I know you would smile that knowing crooked smile, now.
All finesse and glinting eyes.
Smoke shimmering in your breath, the sweet cherry flavour of the tobacco you use.
I can savour it on my tongue now.
Maybe the stillness of this heat will make me mad…I don’t truly care if I can have you.

And saying those dammed words that will never leave my mouth.
Shall I wait when it’s going to be too late?
Yes, because I am that kind of idiot.
Silly little thing with an iron will who can plow for its dreams in the midst of the last deathly heatwave  of the summer and then turn spineless coward with fear of an imminent end to happiness.

And I pray, yes, more than you’ll ever know.

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And if one day.
But never tomorrow.
We woke up again together,
emerging from a whirlwind of dream and thunder.
Will you listen to me?
One day when the dunes will take the color of the evening and the tired bells will stop playing the dull tones of a return that will no longer happen.
Will you find me?
Surrounded by the storm on each side as far as the eye can go and remaining stoically immobile in a given place.
What would you choose?
Your empty words or my dead gestures?
Shadows behind my skull, breathing the pure air of your last breath.
I finally know what I want.
Lie down in the hay of a summer that no longer exists at this time.
Crushing to dust the dry flowers between the pages of my books.
Walk distant streets in the sunlight.
Catch you by the hand and drag you into the light.
Living for the sake of it.
I do not need a motivation.
Words will have to come out sooner or later.
Or I’ll end up forgetting what it means to say them.

[Michael James Talbot – Ophelia]

 

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Estate.
Molti dicono che l’estate può essere solo una, frenetica, troppo corta nella maggior parte dei casi.
Sono tutte balle.

Tre anni fa (cavolo…già così tanti?!) le mie estati erano lunghe e scure, soli obliqui che foravano sentieri di terra sotto le suole delle mie scarpe da ginnastica. Posti ombrosi dove gli alberi cigolavano sinistri ed io, io che mi isolavo da quella natura a tratti pericolosa con Metal e Nightwish e Soprani al volume massimo, cercando di bruciare tutta la rabbia che mi sentivo addosso con la voglia di pericolo e di scoprire ciò che avevo intorno. Ho battuto quei boschi palmo a palmo con ‘metodo’, la mia personale follia.

Quando ero bambina la mia estate era come un pomeriggio che non finiva mai, un sole che ti abbaglia anche se sei all’ombra, un quadrato d’erba chiuso da soffocarci dentro, trattenendo il respiro sotto l’acqua gelida di un pozzo. Pezzi di ambra chiara e cristallina che cola dalla corteccia e frutti dolci come il miele sporti a penzoloni dagli alberi.
Mattine seduta al sole sul balcone della casa dei miei, quasi invisibile in mezzo ai vasi della mamma. E sere a guardare affascinata le lame luminescenti di rifrazione della luce che si proiettano al tramonto dove il sole non scende. Colori che non dovrebbero esserci eppur ci sono per un brevissimo momento, proprio come stasera.
Ed i temporali, io furtiva che osservavo i fulmini cercando di scorgere la regina ed il suo calesse, mai davvero impaurita e più che mai curiosa.

La noia totale e completa delle mie estati quando ero adolescente, non finivano mai.
Lancette praticamente bloccate con l’attack macinando chilometri tutti i giorni sulla Renault 21, desiderando poterla guidare…='(

L’anno scorso, la mia prima estate con Ti, la mia prima estate al volante della Chevrolet darling.
Quando diviene tutto di colpo possibile ed l’ultimo pizzico di negativismo se ne và, quasi magicamente tanto che t’aspetti che sia uno di quei sogni in cui sei convinto di saper volare e poi cadi dal letto facendo i conti con la dura realtà xD

Questa estate?
È iniziata non proprio col botto ma promette bene, diciamo così.
La mia Chevrolet, l’amore meccanico della mia vita, che ringhia e accelera come una invasata quando la guido già con la punta del piede. Un mostro che adoro e che Titan teme LOL
Io amo andare veloce, non è mai stato un caso.

I miei quando avevo 14 anni: “Lo vuoi il motorino?”
Io adolescente di poche parole ma previdenti e decise: “E che me ne faccio? A scuola ci vado a piedi, e comunque è meglio la macchina.”

E Ti.
Oh Ti.
Il fautore della trasformazione.
Senza di lui non sarei tornata io e, se potessi farlo, gli direi quello che non dico ma penso 7/24/365 ormai.
Ci ho provato ma non mi esce.
Sembro quasi uno di quei pesci da acquario, mi sconforta ed infuria il non riuscire ad esprimermi liberamente.
Un anno.
Più ci penso più mi sale il panico ed una dolcezza che trabocca nella mia gola e mi porta il magone.

Quando lo guardo, a lungo, forse anche disperatamente.
Come ieri, nella luce del giorno che finisce mentre ci rilassiamo in terrazza e si gode il suo whisky con ghiaccio ed io la mia vodka alla menta con limone.
Se ne accorge, ricambia il mio sguardo.
Il peggio è che lo sa.
Sa perfettamente cosa vorrei dirgli e, con estremo tatto, fa finta di nulla.
Sorride e mi lascia un bacio sulla tempia, il suo braccio sulle mie spalle.

Stop time, I want this present to last a-while.

Because I need some beauty in life too, and the other one is still ‘under arrest’ at Ti’s place… ^^”

I have a weakness for these marvels, I know it and I don’t care in the slightest…

Quando fai un piccolo regalino alla tua mammina e prevede un centinaio di ore di restauro e qualche altro centone monetario ma è un ‘700 e vale l’investimento…😅

Il suono della parola

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Avete presente quegli scomodi abiti vittoriani? Quelli con la gonna che strascica un po' per terra, gonfiata sul di dietro dalla tournure? Quelli con i corsetti strettissimi e i colletti alti che solleticano il collo? Ecco. Io non vorrei indossare altro.

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