Da un paio di settimane circa sono finita in una baraonda di casini uno in fila all’altro.
Se una delle mie nonne quest’estate si è fracassata un femore (ora si fa le scale, vispa e contenta, ha 91 anni la donzella LoL) l’altra non se la passa così bene.
Una notte ha avuto una crisi respiratoria, ci siamo spaventati tutti ed l’abbiamo portata al PS di corsa. Lei vive parecchio lontano da casa nostra quindi tenete in mente che l’ospedale nel quale è ricoverata si trova a quasi un’ora e mezza di macchina.
A causa del fegato ogni tanto qualche visita all’ospedale la faceva ma questa volta si è fermata in cardiologia dove la tengono sotto controllo costante ed hanno cercato una cura possibile al suo cuore in defibrillazione…
Oggi il primario ci ha detto che, dato che le medicazioni non danno il risultato sperato ed il suo fegato si sta intossicando, l’unica idea è installare un pacemaker il più presto possibile.

Ecco, ora che vi ho riassunto gli eventi di questi ultimi giorni avete un quadro piuttosto corretto dei miei casini.
È sceso un silenzio di tomba in casa da quando la nonna è ricoverata.
Non è una cosa strana, in fondo.
Quando capitano certe cose (ed nella mia famiglia negli ultimi tempi sembrano capitare piuttosto spesso ahimè) finisce sempre che mia madre incappa in un crollo psicologico…è come se decidesse che tutto finirà male ed l’atmosfera diventa ancora più pesante.
Stavolta poi anche mio fratello sembra aver sviluppato una sorta di terrore cieco appena ha sentito la notizia. Non ha mai chiamato tanto come nell’ultima settimana.
L’unica che sembra avere ancora un minimo di calma sembro essere io e certe volte mi fermo, ripenso a quello che dico, alle espressioni degli altri mentre mi ascoltano ed in qualche modo ho, non l’impressione, ma la certezza di toppare alla grande.
Perché non ho paura.
Non riesco a provare quell’angoscia che vedo negli occhi di mia madre anche se voglio un bene dell’anima a mia nonna.

È in questi momenti che mi chiedo se mi manca qualcosa o, più semplicemente, ho un metodo di pensiero a scatole chiuse talmente perfetto che non riesco ad andare in panico.
So solo che non sono capace a confortare nemmeno mia madre quando la vedo sull’orlo delle lacrime, e che mi sento una merda quando capisco che nessuno se la sente di prendere il comando della situazione ed alla fine lo faccio io per una pura questione di frustrazione.
Ci sto male ma a quanto pare l’unico modo col quale riesco ad esprimermi è scrivendo, perché la mia espressione non tradisce nulla e le mie parole cadono come pietre nella sabbia.
Mi sento una maschera.