Questa si sta rivelando rapidamente una settimana da dimenticare…

Da Domenica ho una mano immobilizzata e – anche se ringrazio di avere ancora la destra – sono il triplo imbranata del normale in qualsiasi cosa…
Lunedì vado fino dal mio medico curante per vedere se potevo mutuare qualcosa dei medicinali ma è un no-no, quindi finisco in farmacia verso l’orario di chiusura mentre c’è un pienone allucinante.
Io sono un ignorante sui medicinali, conosco le basi della chimica quel tanto che basta per cavarmela nei panni di Linds quando scrivo ma davanti gli scarabocchi dei dottori mi affido ai farmacisti.
Gli lascio quindi la ricetta e questo digita sulla sua tastiera e in dieci minuti mi presenta la mia borsina con il conto. Pago me ne torno a casa, decisamente provata dalla prima giornata solo destrorsa della mia vita.
‘Combinazione’ delle due scatole leggo solo il foglietto illustrativo dell’antinfiammatorio e l’altro lo lascio stare perché è solo una pastiglia per proteggere lo stomaco.
Ieri mattina mi sono svegliata un po’ prima per prendere la seconda pastiglia, schiaccio il blister me la caccio in bocca e la butto giù con un sorso d’acqua.
Litigo con la caffettiera e quando esco vittoriosa decido di utilizzare il momento di calma per leggere anche il foglio illustrativo del protettore ecc.

Scopro di avere appena ingoiato una pillola contraccettiva.

A quel punto mi sono seduta.
Poi mi sono giustamente incazzata come una iena mi sono vestita ed sono tornata in farmacia con ricetta e medicinali, beccando la stessa persona che me li aveva dati (la farmacia ha minimo 10 persone che ci lavorano dentro, è una delle più grandi dove vivo).
“Scusi la mia ignoranza ma il medico aveva richiesto un protettore ecc, e Lei mi ha dato un contraccezionale.”
Questo mi guarda confuso e con il classico sguardo accondiscendente del ‘ho davanti una persona poco sana di mente’.
Tiro fuori le scatole e la ricetta e glieli metto in mano, questo legge, legge di nuovo e diventa visibilmente nervoso.
“Il problema è che sì le posso ridare la scatola e fare cambio ma ne ho già presa una, cosa devo fare?” rincaro, preoccupata ma comunque incazzata.
(notate che ho già preso un casino di ormoni quest’estate per altri problemi miei quindi  temevo ricadute e sfasamenti con il mio metabolismo)
Questo cambia completamente atteggiamento, mi si profonde in mille scuse, sostituisce il farmaco, mi  assicura che non è pericoloso ed ancora mi dà la differenza del resto…praticamente mi lecca la suola delle scarpe. Perché?
Perché un errore del genere  poteva finire molto ma molto male.

Beh fin lì l’ho risolta e quindi tutto bene, almeno finché mio fratello che vive a 300 km di distanza non chiama casa la stessa sera e pretende che mia madre vada giù ad accudirlo perché ha 39° di febbre…

Ho solo una cosa da dire al sangue del mio sangue: esiste la guardia medica, non stai morendo, hai 34 anni e sei in possesso di tutte le tue facoltà motorie (non so quelle mentali), mentre io no ed ora che tu vieni accudito con coccole e formaggini io mi ritrovo a dovermi occupare della mia vita, a non poter guidare, ad avere tutti i parenti sul collo, ad ingozzarmi di pasticconi e con la seria idea che il mio polso a questo punto non guarirà grazie alla massa di responsabilità aggiunte.

Intanto stamattina il fratello suddetto mi aggredisce come una belva al telefono perché non trova nessuno a casa (come se aspettassimo tutti intorno al ricevitore la tua parola che scenda dall’alto), immaginatevi la scena.
Io in posta con l’auricolare nell’orecchio che mi subisco le sue strilla, cerco di calmarlo e quello che mi insulta.
A quel punto l’ho mandato a fare in culo a voce alta ed ho chiuso la comunicazione.
Perché quando è troppo e troppo.

Morale della favola?
Questa settimana si concluderà spero meglio di come è iniziata.
E state attenti perché ho solo più voglia di mordere forte e strappare pezzi di carne al primo primogenito con manie di grandezza che mi capita a tiro.

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