Capitato stamattina e vi giuro che non mi sono bevuta niente!

Vado in posta per attivare una postepay.
Compilo fronte e retro (firme a volontà), consegno codice fiscale e CI.
Fin qui tutto ok.
La donna allo sportello immette un po’ dei miei dati e poi…
“Il programma non mi permette di andare avanti…”

Segue un interrogatorio su data di nascita ecc. = tutto corretto.

“Ma sei residente in Italia?”
“Sì.”
“Hai doppia cittadinanza?”
“I miei genitori sono italiani e sono nata qui.”

(A questo punto mi stavo chiedendo giustamente cosa cavolo stava succedendo e ho sbirciato sullo schermo dell’impiegata)
Fatto stava che a seconda del programma io ricoprivo una carica statale di default compresa fra Primo Ministro, Presidente della Repubblica, Ministro ecc, Ambasciatore ecc.
Mi è quasi presa una sincope.
A quel punto ho fatto stracciare i fogli e sono partita per la Posta Centrale della mia città.
Stessa procedura, stesso problema.

Qualcuno delle poste ha sbagliato a censirmi una mia richiesta di alcuni anni fa (oltretutto perfettamente funzionante) marcandomi come soggetto ‘speciale’.
Questo vuol dire per proxy che per anni ed a mia totale insaputa le Poste e tutti i vari organi di Sicurezza Italiani mi hanno tenuto sotto controllo come un delinquente, fottendosene della mia privacy.
Quando ho scoperto questo vi giuro che ero pronta a far saltare un paio di teste.

Impiegata delle poste: quale preferisci che metta? (divertita)
Io: Presidente della Repubblica. (pausa) Sciolgo il governo, mando a casa a calci in culo tutti, abolisco le tasse, rendo gratis internet, ritiro gli ultimi cinque anni di stipendio dovuto in base al tempo ‘teorico’ nel quale questa vergogna è rimasta in atto e mi trasferisco da Fidel (Castro ndr) ad affogarmi nell’alcool e nei sigari cubani. (tutto detto con tono definitivo)
L’impiegata ha smesso di ridere: La paga lo Stato, ovvio!

Tempo per risolvere questa vergogna? Tre ore e ventisette minuti.
L’ho già detto che l’Italia è un paese di merda?

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