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The world has always been a beautiful ever-changing place to live…and also an encompassing womb of stupidity.

You can ignore it, comment on it or hang your poorly worded conclusions to dry out where all and sundry can see.

I’ve read three pages of rant and I see only thoughts with no colours involved or racism.

Contralto darling you are the truest voice yourself for I understand.

I happen to be a total control freak but I’m also submissive and there are moments where all I want is the man and all his problems, awfully sad as they may be.

I love my way of life and there is no caste, tagging or mistreating from others that could make me change my mind.

We – women or men – are all different, we see life with different eyes but we like to group together over something.

The moment you unite to beat a fellow is the moment your movement is dead.

Don’t mind them, really, their voice will die soon enough but truth remains.

No-one has the right to write a rulebook on how to love or to feel.

Be the way you want to, Lana! 🌹

30 Novembre 1.50 a.m.

6 Maggio 11.08 a.m.

63 mail non lette al 3 Marzo.

267 chiamate non risposte (di cui 57 l’8 Marzo, all’inizio del lockdown).

I numeri sono questi.

Quindi ora.

Strangers passing in the street
By chance two separate glances meet
And I am you
And what I see is me

Il caso lo ha voluto, perché non ti ho cercato Ti.

Ma ti ho pensato, perché maledizione non sei un ragazzino ed ero preoccupata, anche se hai il fisico di un bisonte.

Ci siamo riconosciuti solo con gli occhi, nonostante le mascherine.

Credo di aver avuto la stessa tua espressione ma non riesco ad immaginarla sul mio viso.

And no one calls us to move on
And no one forces down our eyes
No one speaks and no one tries
No one flies around the sun

Rewind.

Ti ho rivisto come il primo giorno che ho posato gli occhi su di te.

La volta che ho avuto un attacco di panico e mi hai offerto la colazione.

I tuoi occhi che cercavano di forare la corazza sempre di più.

Quando mi sono arresa all’evidenza e ti ho lasciato entrare.

Ogni sera.

Ogni notte.

Ogni mattina.

Ogni giorno.

Cloudless every day you fall
Upon my waking eyes
Inviting and inciting me to rise
And through the window in the wall
Come streaming in on sunlight wings
A million bright ambassadors of morning

Quindi vedo ancora quella notte.

L’orologio francese nel tuo ingresso curiosamente fermo.

Tu e lei a scandire il tempo mentre vi guardavo.

La copia delle mie chiavi sul tavolino, accanto all’orologio e la porta che si chiudeva dietro le mie spalle.

Non ricordo niente di quella notte oltre la strada.

And no one sings me lullabies
And no one makes me close my eyes

Quindi il ritorno dai miei, le feste, il nulla.

Le notti passate con gli occhi aperti a fissare il soffitto della mia stanza.

Le ore sulla Mountain bike, per salire e provare a me stessa che respiravo comunque e la vita continuava.

Quindi la prova che niente è per sempre, nemmeno qui.

Il lockdown subito dopo, l’arrivo della Primavera senza poterla vivere.

Pensieri devastanti in realtà frustrante, musica caotica che mi salva ancora mentre invecchio.

So I throw the windows wide
And call to you across the sky

Tutto questo ritrovato oggi.

Subito pensavo che gli occhiali si fossero bagnati con la pioggia.

La gola mi si è chiusa, ho strizzato gli occhi nello sforzo di smetterla, il labbro morso dietro la mascherina.

Per la prima volta nella mia vita non sono riuscita a fermare il dentro.

Mi ha fatto rabbia, e tanto bene.

You were still there, you didn’t vanish as others did.

No laughter over my weakness, nothing more than your eyes over me.

You couldn’t know a tenth of the last six months, still your eyes closer.

They haven’t changed.

And at last I am found were I didn’t know I could be again.

Quintessential silence, stardust merging into nebulae.

Scared but not budging from here.

Daylight streaming in while you sleep.

And I feel a fool, a lovesick puppy kicked too many times.

And also loved, and other things I don’t seem to get fully even if I strain to hear.

I’ll let you rest while some insignificant words find my mouth.

4927

Ho una sola parola per il discorso a reti unificate di ieri sera lungo 40 minuti.

FUFFA.

Per il resto il 4 Maggio io inforco la bici e vattelapesca, intanto lavorare non mi è consentito.

E voglio anche vedere dove si troveranno le mascherine chirurgiche a 0.50€ perché sono certa che saranno ‘finite’ ancora prima che in farmacia aprano gli scatoloni di fornitura…convenientemente saranno disponibili solo quelle a 5/10/20€ ma triplostrato/ultraipersuperprotettive che in realtà sono in microfibra sintetica e tengono tanto quanto la carta igienica dimenticata 20 anni nello sgabuzzino…

Viva l’Italia.

4921

Ma quanto è incredibile il nuovo album dei Nightwish??

Anche se al primo ascolto ho trovato somiglianze con parecchi motivi…ed un ritorno alla lirica 🥺💘

C’è tutto e di più…anche se un po’ mi manca la mega galattica sinfonia super lunga x album, il secondo CD è molto interessante…Tuommi tu ed i compagni rimanete miti indiscussi eh!

A pale blue theatre stage

A feast of beautiful tragedy, wonderful fantasy

Enter the Woods….

Yesterday night moon…
Taken with my Canon on 50x optical zoom…
I don’t know what to do with myself and she’s near enough…🌌

Nothingness

I’m so fed up with all of this.

Stay safe obsessively screamed from the rooftops, stop at the doorstep.

The evident fear of anyone you encounter in a supermarket aisle thinking ‘Does she/he have IT?!’ as they jump out of the way like a scaredy cat.

The silence in the mornings, only the chirping of birds.

Me loosing money, Chevrolet Darling snoring in the garage.

My mountain bike covered by a layer of dust.

Forced to stillness when I really needed to move, work, let all of it behind.

I’m no more capable to work out my grief without being up and about.

My quarantine started way before the official one.

In the second half of February my back went rigid for a week, I couldn’t even sit without feeling pain and it forced me to take a lot of Diclofenac that made me sleepy and incoherent.

After that my parents passed me the flu and oh boy wasn’t that sweet.

10 days of rest in bed while Covid started to spread in Lombardy right where my only 1-year old nephew is.

I didn’t have fever or cough but a nail cracked open my head worse than migraine.

A week after North Italy was basically quarantined and all normal life went to hell in a hand-basket.

The first week I really thought I was going mad.

The second week I wasn’t talking with anyone and reorganizing the space I found myself to live in maniacally.

Into the third week I constantly tried to not think while cleaning the numerous hard drives I stuffed full without having time to organize.

The fourth week looks like a bad dream, watching 1940s b/w films and documentaries way into the wee hours of the morning.

The fifth week is here and I’m starting to lose grip on time, this is worse than torture or inflicted pain. There is nothingness in every direction, even in my mind.

 

Let me be clear here.

The enemies here are psychosis, fear and hunger.

I already lost my Gran just before all this started.

I’m positive I’m going to hear about many others reaching the meadow at the end of the road.

We’re losing not only history but the very rocks, the foundations our lives were based on.

We will never be the same people, countries, cities again.

Still we are gonna rise.

I want to believe it.

I need to believe this despite my mourning is still in full blaze.

Grandma Flora would never forgive me if I start doubting.

In the meantime you play capitalism in its highest form…with nothing else to do.

Sono stata via.

Magari non ve ne siete nemmeno accorti.

Ho passato gli ultimi tempi male, malissimo.

Non tanto per Ti e le sue grandi ‘idee’ dell’ultimo momento, è da un bel po’ che ho aperto la messaggistica o avuto notizie di lui comunque.

Qualcosa di pre-annunciato mi è arrivato come un camion addosso.

In più ho dovuto fare la parte della forte mentre gli altri se la sguazzavano nel dolore o perlomeno potevano confrontarsi con l’accaduto e farsene una ragione.

Quando ho avuto tempo e modo di fare lo stesso, non ci sono riuscita e ci sono stata ancora peggio.

Sapevo che sarebbe successo, sapevo che dopo un certo momento tutto ci era regalato ed il tempo a nostra disposizione sarebbe scaduto ma la certezza assoluta del ‘dopo’ è devastante.

Non riesco ancora a scordarmi quel cielo blu, i venti gradi stabili sotto un sole da primavera avanzata di inizio Febbraio, io che cercavo di non tirare troppo in bici perché era presto e c’era tempo.

Il pensiero che saliva su mentre infilavo il rampichino e salutavo due vicini poi iniziavo l’ultima salita dura.

Ero fuori allenamento, ho dovuto fermarmi a metà.

Sono arrivata alle 14.05, lo so perché è suonato il campanile.

Mi sono seduta sui gradini per un po’, era ancora troppo presto intanto.

Quindi i primi dettagli atipici, i rumori, la porta lasciata aperta.

Sono entrata per  capire.

La fine.

 

Almeno non ha sofferto troppo continuavo a ripetermi Almeno adesso può stare in pace e non preoccuparsi più delle mille cose di cui mi parlava quando ero lì seduta da sola con lei a prendere il caffè.

E mentre pensavo questo, tornavo a casa in MTB, non vedevo nemmeno la strada un po’ per le lacrime che sfocavano tutto un po’ perché pedalavo come un’indemoniata, tanto non c’era più tempo.

Ora, a distanza di mesi, il vuoto è rimasto.

L’unica consolazione è il fatto che la sento.

Se ne andata in un posto in cui non posso ancora raggiungerla ma la sua voce è dentro la mia testa, parla nel suo dialetto particolare a metà fra veneto e piemontese, mi racconta cose che non sapevo ancora.

I suoi occhi blu vedono attraverso i miei.

Non mi importa cosa pensano gli altri.

Lei è ancora qui con me.

L’inizio.

Song of the night

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